/ EVENTI

EVENTI | 18 settembre 2020, 10:41

Darwin Pastorin racconta Pietro Anastasi campione di calcio e di vita FOTO

Commento post evento – 15 Settembre 2020 – di Beatrice Bongiovanni Associazione Culturale Rina Valé.

Foto Associazione Culturale Rina Valé

Foto Associazione Culturale Rina Valé

Che dire? Anche questo nono evento è stato molto apprezzato dai partecipanti, grazie al “poeta del calcio” Darwin Pastorin che è riuscito a trasmettere in modo divertente e ricco di aneddoti un periodo storico, non solo riferito al calcio e al grande calciatore e suo amico Pietro Anastasi, sia nella giovinezza che nel vissuto successivo, ma anche a raccontare con un’inquadratura a 360° un lasso di tempo dove Pietro è stato il suo idolo, oltre che diventare una delle icone degli anni ’70 per affievolire i contrasti sociali tra Nord e Sud, allora molto forti nella Torino di quel periodo.

Darwin Pastorin è stato il testimone di un’epoca dove vinceva il confronto fatto di memorie, sentimenti, sfottò e ironie, ma senza insulti, come dovrebbe essere sempre ma soprattutto oggi, dove il calcio era commentato da scrittori – giornalisti ed era assunto a una forma di “letteratura” acquistando maggior importanza perché anche scrittori importanti e vincitori di premi letterari, l’avevano elevato a un livello maggiore.

Ci ha raccontato l’Italia delle lotte operaie, del boom economico, di come volevamo cambiare il mondo e abbiamo fallito, ci ha esposto il quadro politico dell’America dopo la morte di Martin Luther King e Robert Kennedy, l’evolversi della guerra in Vietnam e dell’importanza storica dei traguardi raggiunti da Bob Beamon, un atleta di primo piano che nel 1968 riuscì a saltare 8,90 m, un record del mondo che resistette per quasi ventitre anni e uno dei cinque più grandi eventi sportivi del XX secolo, ma ha riportato anche i sogni di Darwin che voleva diventare come Pietro e pregava affinché Anastasi venisse acquistato dalla Juve, aveva imparato i trucchi per avere un pallone in più e maggior autorevolezza coi compagni, grazie agli “autografi” del suo idolo che sapeva imitare alla perfezione.

Darwin Pastorin ci ha raccontato del grande dolore provato per un rigore sbagliato a 15 anni, perché voleva imitare il suo Pietro, soprattutto perché aveva frantumato una storia d’amore sbagliandolo clamorosamente, si sa che occorre allenarsi a perdere per crescere verificando come si sa reagire alle difficoltà, ma aveva rafforzato quella che sarebbe diventata una grandissima amicizia grazie ai suoi gol, ai sogni e a “quel vento leggero chiamato giovinezza” che li ha accompagnati entrambi correre incontro alla vita, in modi diversi ma paralleli. Il calcio non è solo un gioco, è un sentimento forte “soprattutto se ti prende nell’adolescenza”.

Ci sono persone che aggregano e Darwin Pastorin, scrittore oltre che giornalista, è riuscito in questo compito Venerdì 11 Settembre, ricordando Pietro Anastasi, proprio come tanti altri scrittori – giornalisti che lui stesso ha citato: Giovanni Arpino grande fantasista, il riservato e fine intellettuale Edmondo Berselli, Gianni Brera che sapeva raccontare di uomini e di strade, l’eclettico Vladimiro Caminiti, il gigante ma umile Gianni Mura, Mario Soldati che sapeva esprimere come pochi la gioia di vivere , e altri che hanno onorato la letteratura sportiva dei mostri sacri sognando e raccontando un calcio etico, corretto, professionale, quasi magico, quelle belle pagine del calcio che tanti hanno desiderato vivere e raccontare. Dispiace solo che tanti, per motivi diversi non ultimo l’aumento dei contagi, non abbiano potuto partecipare, nonostante il forte interesse all’evento esplicitato anche telefonicamente.

I presenti sono stati entusiasti, continuando a essere intrattenuti da Darwin anche alla fine del racconto, godendo di un piacevole rinfresco accompagnato da una fresca sangria, ma per i minorenni solo bevande analcoliche. Osvaldo Soriano, altro grande scrittore e giornalista sportivo, diceva che il ricordo ingigantisce ogni cosa e noi dell’Associazione Culturale Rina Valé possiamo affermare che, proprio come i sogni e l’avventura nei romanzi di Salgari, un mito del racconto calcistico quale è Darwin Pastorin, ha aperto un bellissimo percorso culturale, ingigantito dai ricordi, arricchito dalle emozioni nella cornice di Donato un piccolo paese di provincia, in ricordo di Pietro Anastasi che qui aveva trascorso alcuni periodi estivi in vacanza .

Ovviamente ci sono molti modi di fare cultura, noi principalmente abbiamo lo scopo di far conoscere molte cose, addirittura con la storia di personaggi e attraverso le idee che sono entrate in azione, speriamo di esserci riusciti anche questa volta, a noi è piaciuto parecchio .

Beatrice Bongiovanni

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore