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CRONACA | 16 settembre 2020, 18:48

Lite al centro migranti di via Cerruti, Corradino e Moscarola: "Vogliamo farlo chiudere. Adesso basta"

Nuovo episodio di lite nella struttura ex hotel Colibrì avvenuta alle 13 di mercoledì 16 settembre. Spiegamento di forze dell'ordine all'indirizzo.

Foto Studio Fighera

Foto Studio Fighera

Lite animata al centro accoglienza di via Cerruti a Biella, ex hotel Colibrì, nell'ora di pranzo. E dopo questo ennesimo fatto di cronaca, a breve, potrebbero essere applicati anche i sigilli alle porte, intenzione della Giunta Corradino. Tutto era già nato nella giornata di ieri quando, per futili motivi (problemi di shampoo a quanto pare), due ospiti hanno iniziato a battibeccare. Oggi, nuovamente ma con maggiore impeto, tanto è vero che sembrerebbero essere stati lanciati coltelli e forchette. 

Nel marasma generale sono andati in frantumi i vetri del portoncino della struttura che è vicino all'uscita dei residenti nel condominio. Le telefonate al 112 hanno richiamato l'attenzione delle forze dell'ordine e in un batter d'occhio sono giunte all'indirizzo Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e Polizia Locale. Al loro arrivo c'è stato il fuggi fuggi generale. Fortunatamente nessuno si è fatto male e l'ambulanza, notata in via Cerruti, stava prestando soccorso ad una ragazza per un motivo completamente diverso dalla lite.

Residenti infastiditi in strada, così come anche il vice sindaco di Biella Giacomo Moscarola, subito messo al corrente della situazione. "Gli abitanti sono esausti di queste situazioni ormai frequenti -commenta a caldo Moscarola-. A maggior ragione, questa volta, gli ospiti si sono trovati all'esterno quando dovrebbero osservare il periodo di quarantena, a fronte dei loro amici, trovati positivi al Covid la scorsa settimana".

In quell'occasione i dieci migranti erano stati portati a Sordevolo nel centro don Orione ma tutti gli altri erano stati sottoposti ai 15 giorni di monitoraggio. "Ho sentito telefonicamente il sindaco che mi ha detto di aver avvisato la Prefettura -conclude il politico della Lega-. Ad oggi non è più tollerabile che una struttura di accoglienza esista in centro alla città. E' il momento di dare un segnale forte alla popolazione. Ci troveremo con Corradino per cercare lo strumento normativo che ci permetta di arrivare alla chiusura nel più breve tempo possibile. La situazione sta degenerando e la gente ha paura. Adesso basta". 

Sulla stessa linea anche il primo cittadino di Biella, interpellato telefonicamente durante un convegno: "La vicinanza di un centro di richiedenti asilo, a condomini, è inaudita. Quello che è successo oggi è un episodio grave ma fortunatamente risolto senza feriti. Stavolta però ce la metto tutta per farlo chiudere. Non possiamo più attendere".  

Fulvio Feraboli

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