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ATTUALITÀ | 16 settembre 2020, 16:22

Assistenti sociali piemontesi: “Il Covid ha diminuito il livello democratico del nostro Paese”

Giornata internazionale della democrazia, assistenti sociali: "Ci impegniamo per arginare le dannose conseguenze".

Foto di repertorio

Foto di repertorio

La Giornata internazionale della democrazia è stata istituita l’8 settembre 2007 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con risoluzione A/RES/62/7 e viene celebrata il 15 settembre di ogni anno. L’Ordine Assistenti sociali piemontese celebra l’importante momento, ricordando che il processo di professionalizzazione degli assistenti sociali è strettamente intrecciato con il processo di democratizzazione. È chiaro il legame tra assistenti sociali e stato democratico, richiamato anche nell’art. 5 del Codice Deontologico dell’assistente sociale: “L’assistente sociale fa propri i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana. Riconosce il valore, la dignità intrinseca e l’unicità di tutte le persone e ne promuove i diritti civili, politici, economici, sociali, culturali e ambientali così come previsti nelle disposizioni e nelle Convenzioni internazionali.”                  

Barbara Rosina (Presidente Ordine Assistenti Sociali del Piemonte) afferma: “La figura dell’assistente sociale si è sviluppata in Italia, negli anni complicati e carichi di speranza del secondo dopoguerra, e la sua storia si è intrecciata indissolubilmente con quella della giovane democrazia italiana. Sono ancora tanti i problemi che attanagliano il nostro Paese e che impediscono il pieno godimento di diritti fondamentale e la partecipazione attiva alla vita democratica da parte di tutti i cittadini”.   Gli assistenti sociali denunciano la scarsità di dialogo tra società civile e classe politica, elemento fondante delle vere democrazie e impulso necessario per le politiche, anche sociali.  Prosegue Barbara Rosina: “Il drammatico contesto storico nel quale si trova il nostro paese, generato dall’emergenza sanitaria, evidenzia non solo l’importanza del dialogo tra società civile e classe politica ma anche quanto esso debba avere un’influenza reale sulle decisioni politiche. Gli assistenti Sociali del Piemonte già in passato hanno offerto la propria disponibilità alla collaborazione e al dialogo con tutte le forze politiche e la Giornata Internazionale della Democrazia è l’occasione per ribadire la nostra volontà di far parte di un processo partecipativo che rinforzi la nostra comunità sociale con scelte politiche che assicurino un uguale accesso alle opportunità e al godimento dei diritti affinché nessuno resti indietro”  

Paola Vaio (consigliere Ordine Assistenti Sociali del Piemonte e assistente sociale presso un servizio sociale territoriale) interviene: “Le persone in difficoltà che accedono al sistema dei servizi socio-sanitari vivono sulla loro pelle la non piena realizzazione dei diritti. In particolare sono ancora tante le barriere che impediscono ai cittadini un accesso completo all'informazione, alla comunicazione, alla cultura, all'educazione, alla vita sociale, lavorativa, ricreativa e politica. Il nostro osservatorio è concretamente calato nel tessuto sociale e può essere un valore aggiunto per l’azione della nostra classe politica chiamata a risolvere tanti e diversificati problemi generati da pandemia che e ha messo in luce dure e profonde disuguaglianze nella nostra società e sta ulteriormente esacerbando le disparità esistenti; la risposta da parte delle politiche pubbliche è fondamentale per garantire equità, giustizia sociale.”  

Il recente rapporto sugli obiettivi di sviluppo sostenibile 2020 mostra che “prima della pandemia COVID -19, i progressi erano irregolari e non si era sulla buona strada per raggiungere gli Obiettivi entro il 2030. Ora, a causa del COVID-19, una crisi sanitaria, economica e sociale senza precedenti sta minacciando vite e mezzi di sussistenza, rendendo il raggiungimento degli obiettivi ancora più impegnativo. All'inizio di giugno, il bilancio delle vittime aveva superato le 400.000 persone e continuava a salire, quasi nessun Paese risparmiato. I sistemi sanitari di molti paesi sono arrivati all'orlo del collasso. La sussistenza di metà della forza lavoro globale è stata gravemente colpita. Più di 1,6 miliardi di studenti non vanno a scuola e decine di milioni di persone vengono respinte nella povertà estrema e nella fame, cancellando i modesti progressi compiuti negli ultimi anni.”  

“L’evoluzione della situazione – conclude Barbara Rosina –  è stata costantemente monitorata anche dal Consiglio Nazionale degli Assistenti Sociali. Di grande interesse, per tutta la comunità professionale, è il “Vademecum – Servizio Sociale professionale e post pandemia”, un documento di supporto degli assistenti sociali nell’azione professionale quotidiana in queste nuove fasi dell’emergenza sanitaria dovuta a Covid 19 prodotto dal CNOAS, con il contributo di AassNAS, ASProC, Asit, SocISS, SoStoSS, SUNAS, organismi di rappresentanza, a diverso titolo, della professione. I professionisti assistenti sociali sono stati e sono, e saranno ancora, chiamati ad essere parte attiva e generativa in un quadro fortemente instabile e con sviluppi incerti.

In tale contesto è indispensabile per il nostro Ordine da un lato riprendere un dialogo di confronto, serio e strutturato, con la Regione Piemonte a garanzia della massima coesione sociale, di fronte alla sfida dell'emergenza, su tutto il territorio regionale, e dall'altro valorizzare l'esperienza maturata dai professionisti stessi. Condividiamo le parole di Liu Zhenmin, Sottosegretario generale per gli affari economici e sociali delle Nazioni Unite, quando sostiene che occorre rafforzare e unire gli sforzi per non lasciare indietro nessuno e per forgiare i percorsi di trasformazione necessari per creare un mondo più vivibile.”

comunicato - f.f.

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