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CULTURA E SPETTACOLI | 10 settembre 2020, 11:48

La mostra sulla Valle Cervo fa discutere, Touscoz (Fondazione San Giovanni) risponde alle critiche

"Mi sento coinvolto nella vicenda voglio rispondere in vece dei due fotografi chiamati in causa".

La mostra sulla Valle Cervo fa discutere, Touscoz (Fondazione San Giovanni) risponde alle critiche

Riceviamo e pubblichiamo:

"Leggo alcuni commenti molto critici sulla mostra aperta fino a domenica 13 settembre a San Giovanni d’Andorno allestita da due fotografi milanesi “furest” ed avvallata dal sottoscritto su parere unanime della Commissione Mostre e Cultura di cui riporto integralmente il testo "Sigg.ri Chistian e Maura, non so cosa volevate esprimere con le vostre foto così cupe e tristi e prive di vita. La Valle del Cervo non è questo. Da valligiana “doc” dico che la nostra valle non è morta ma sentendo lo sciabordio delle sue acque è viva e gioiosa".

Poiché mi sento coinvolto nella vicenda voglio rispondere in vece dei due fotografi chiamati in causa: innanzitutto voglio precisare che alle fotografie non sono state volutamente messe le descrizioni poiché si è inteso lasciare all’interpretazione del visitatore la individuazione del luogo che è del tutto secondaria in quanto le foto vogliono dare una rappresentazione della valle così come la vede un estraneo che ne apprezza certi aspetti (i panorami d’insieme sono molto rappresentativi e ne rimarcano la rigogliosa vegetazione intervallata dai numerosi paesi con le loro caratteristiche sovrastati dall’imponenza delle montagne) ma che butta l’occhio sulle innegabili criticità

Il guard rail ammaccato sulla strada della Galleria Rosazza sta a rappresentare i km di guard rails e new jersey che caratterizzano le nostre strade in stato di abbandono (muri in procinto di collassare, fossi intasati, vegetazione cadente, segnaletica obsoleta storta e posata in modo confusionario). Il tetto danneggiato di villa Magnani vuole evidenziare il degrado del patrimonio edilizio presente in ogni paese e frazione, soprattutto l’abbandono di caseggiati storici e di antiche costruzioni non più abitate o abitate per poche settimane durante l’anno. Lo scorcio di cimitero abbandonato a Montesinaro deve essere visto come esempio di abbandono di cappelle spesso impreziosite da statue e iscrizioni abbandonate perché non esistono più eredi o è venuta meno la cultura della conservazione della memoria, se facciamo una visita nei numerosi cimiteri valligiani purtroppo troviamo casi simili dappertutto, compreso nelle nobili arcate del cimitero di San Giovanni.

L’imponenza delle cave con le sue gru e gli opifici abbandonati stanno a testimoniare un passato in cui c’era animazione e vita creata da un lavoro che ne ha caratterizzato la peculiarità ora tristemente scomparso. La parte vecchia del Santuario di San Giovanni (la c.d. Ala Parella) invita ad essere ristrutturata per renderla degna del complesso adiacente volutamente non rappresentato (l’immaginazione del visitatore può completare il lavoro). Infine vengono evidenziate delle cassette in acciaio inox del gas su muri in pietra ed una nicchia che invitano a riflettere di quanto abbia contribuito il c.d. progresso a deturpare senza rispetto per il contestoarchitettonico che avrebbe potuto e dovuto essere salvaguardato.

Poi è vero che le fotografie (la cui stampa lascia un po’ a desiderare) sono per lo più cupe e tristi ma sono autentiche, basta fare una statistica su quanti sono i giorni di pieno sole in valle per rendersene conto, forse è anche questo il motivo per cui tanti valligiani “doc” hanno scelto di abitarvi solo durante la bella stagione. La mostra voleva essere una provocazione ed accendere una critica non solo dal punto di vista artistico perché fuori dagli schemi classici di promozione turistica ed in tal senso credo ci siamo riusciti, comunque posso assicurare che per gli stessi autori e tanti furest la Valle piace così, se però ci fosse più attenzione e consapevolezza nella manutenzione del territorio sarebbe senz’altro più attrattiva".

Pier Luigi Touscoz - Presidente Fondazione O.P.L. San Giovanni

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