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CULTURA E SPETTACOLI | 08 settembre 2020, 16:14

Lorenzo Gnata si rende protagonista della mostra di Torre Pellice

gnata

L’artista biellese Lorenzo Gnata non è un volto nuovo nel nostro territorio. Dopo aver fatto discutere con l’installazione “Res Humanae”, in cui aveva appeso delle sedie al ponte della tangenziale, e la performance “Alla deriva del vento”, nella quale aveva liberato in volo dei palloncini durante il lockdown, è tornato al centro della produzione artistica nostrana con un’opera sulla resistenza.

La mostra in cui è stata esposta l’opera si chiama “Arte come resistenza: dalla resistenza storica alle resistenze attuali” e si trova, non a caso, nella Civica Galleria d’Arte Contemporanea Filippo Scroppo a Torre Pellice. È stata infatti promossa da una collaborazione fra Andrea Balzola, docente dell’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, e dalla giovane curatrice piemontese Ilaria Borgo con l’obbiettivo di continuare il progetto “Resistenze” dello stesso professore. Per questo motivo si è scelta una location associata alle eroiche gesta dei partigiani italiani. Avrebbe dovuto aprire il 25 aprile ma, a causa dell’epidemia, è stata posticipata a sabato 5 settembre dovendosi adattare a tutte le normative sanitarie.

La galleria in questione ospita anche opere create da artisti rinomati, come Pistoletto e Felice Casorati, e ha coinvolto sia emergenti sia veterani. Sono presenti alla mostra opere di Marco Abrate, Fabrice Bakebe Zola, Gino Balzola, Virgilio Bari, Ermanno Barovero, Valerio Berruti, Fatma Bucak, Gianni Busso, Mario Calandri, Pietro Campagnoli, Luigi Carluccio, Eduardo “Mono” Carrasco, Francesco Casorati, Giuseppe Cavallera, Mauro Chessa, Eugenio Comencini, Riccardo Cordero, Paola De’ Cavero, Francesco Franco, Vincenzo Gatti, Daniele Gay, Danila Ghigliano, Massimo Ghiotti, Lorenzo Gnata, Ezio Gribaudo, Lea Gyarmati, Bahar Heidarzade, Meriwan Karamani, Alice Kohler, Carlo Levi, Bruno Martinazzi, Pablo Mesa Capella, Raffaele Mondazzi, Guido Navaretti, Carmelina Piccolis, Francesco Preverino, Filippo Scroppo, Giacomo Soffiantino, Francesco Tabusso, Massimo Tosco, Robert Tsarukian, Felice Vellan e Laura Zanatto.

“Sono fiero del risultato che è stato ottenuto - racconta Gnata - importante la presenza di artisti di diverse età. Ciò ha permesso di avere un confronto generazionale e, di conseguenza, un dialogo fra il passato ed il presente, proprio come nell’intenzione dei curatori. La resistenza non è solamente quella intrapresa dai nostri partigiani ma è qualsiasi forma di ribellione ad un oppressione. Mentre pensavo a cosa produrre per la mostra sono arrivato alla conclusione che la resistenza sia presente ovunque ci sia vita poiché c’è sempre qualcosa che si oppone al suo prosperare e, perciò, la vita resiste per affermarsi”.

“L’obbiettivo era quello di creare un dialogo fra il passato ed il presente - continua Lorenzo Gnata - in modo tale da non dimenticarsi degli sforzi dei nostri antenati per permetterci di vivere liberamente ed iniziare a resistere a quello che opprime nei giorni nostri, perché non siamo ancora totalmente privi di catene. Basti pensare a ciò che sta succedendo in America ed in Cina ultimamente o ad altri tipi di resistenze come quella che tutto il mondo sta cercando di produrre per sconfiggere il Covid-19”.

“L’opera che ho presentato per questa occasione - spiega l’artista - è composta da due elementi, entrambi facenti parte della mia serie “Sospesi”. “Sospesi” ha l’intenzione di rendere ancora più fuori dal tempo degli scatti fotografici, isolandone alcuni elementi e usando la tecnica del collage per adagiarli su uno sfondo giallo, molto acido. Il primo elemento che ho consegnato a Torre Pellice è un dittico composto da due fotografie, entrambe iconiche: l’esecuzione di Saigon di Eddie Adams e quella in cui un bambino lancia un sasso, in segno di ribellione, a qualcuno fuori dall’inquadratura. La mia intenzione era quella di contrapporre una forte immagine di oppressione con una di resistenza”.

“La seconda opera - continua Gnata - è un quadretto, sempre della serie “Sospesi”, in cui possiamo vedere una donna venire arrestata senza opporre resistenza. Potrebbe sembrare un controsenso ma in realtà quella fotografia porta con sé un evento storico importantissimo. Quella donna stava infatti sfilando pacificamente durante una protesta americana e venne accerchiata da alcune agenti di polizia con l’intento di ammanettarla per il solo fatto che lei stesse protestando. L’atto di non combattere con gli agenti rese quel momento ancora più iconico buttando ulteriore cattiva luce sulle forze dell’ordine d’oltreoceano, animando ulteriormente la protesta generale in atto”.

“Sono molto contento della ricezione dell’evento - conclude l’artista - sono venute moltissime persone. Erano presenti collezionatori, critici e storici dell’arte e in un periodo come questo, in cui si esce meno a causa delle restrizioni e delle normative sanitarie, si tratta di un risultato incredibile”.La mostra resterà aperta fino al 15 novembre 2020 ma sarà visionabile solo su prenotazione. Per accedere sarà necessario telefonare al numero 3398536317 o inviare una mail a galleriascroppo@comunetorrepellice.it .

Andrea Biondo

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