Biellese Magico e Misterioso - 06 settembre 2020, 08:00

Biellese magico e misterioso: Le rive rosse di Curino e il “gisèt dal Sabion” di Soprana

A cura di Roberto Gremmo

Biellese magico e misterioso: Le rive rosse di Curino e il “gisèt dal Sabion” di Soprana

   Le rive rosse sono un territorio speciale di natura selvaggia, unico nel suo genere, con particolarità geologiche perché caratterizzato da rocce arancio-rossastre che si estende fra i Comuni di Villa del Bosco, Roasio e Curino e quello di Soprana, oggi declassato a periferica appendice del nuovo ente amministrativo della “Valdilana”.

   Il piccolo borgo di Villa del Bosco si trova al centro d’una zona ai margini dell’antico Principato di Masserano già indicata in una pergamena del 1447 come “baraggia Bramaterra” dove si produce un vino particolarmente pregiato.

    Ha anche un’isola amministrativa raggiungibile solo attraversando il Comune di Sostegno chiamata “Or bel”, un nome che nella parlata biellese orientale indica un salubre e vivibile luogo elevato ma che é stato brutalmente italianizzato in “Orbello”, un termine che indica una lama tagliente usata per spianare il cuoio. Anche la frazione “Ferracane” potrebbe essere l’italianizzazione di “fërla” (ramoscello) e “cane” (canne), la zona dei germogli e dei canneti. Altri toponimi della zona richiamano direttamente il mondo affascinante e misterioso delle selve come Casa del bosco e San Giacomo del bosco di Masserano ed anche Prucengo potrebbe derivare da “Prunela”, il basilico selvatico.

   Un’altro richiamo alla natura lo troviamo nella frazione oggi maltradotta in Useglio che con molta probabilità é una siperficiale italianizzazione dell’antico gallico “uxello” (situato su un’altura), usato per indicare il villaggio edificato sulla collina.

   Poco oltre il camposanto di Villa del bosco si snoda nel bosco un sentiero ormai poco visibile che conduce sotto un grande castagno plurisecolare ed é singolare pratica degli abitanti del luogo di recarsi di quanto in quanto ad ammirarne la maestosità da sotto e compiendo quello che potrebbe essere interpretato come il residuo d’un antico culto delle selve.

   Curino non ha un vero e proprio centro amministrativo ma si compone di diversi Cantoni, alcuni dei quali, come Bosi e Briasco (esattamente come il rio Ostola) richiamano un’antica civilizzazione ed altri come Sasso e Montangelo ricordano insediamenti di difesa e di resistenza.

   Un altro centro abitato di Curino prende il nome dalla chiesa dedicata al beato Bononio che si erge come fortezza di fede cristiana su un’altura con un panorama mozzafiato. 

   Non si capisce perché questo imponente edificio sia stato consacrato ad un personaggio singolare, un frate bolognese diventato famoso per aver miracolosamente liberato il lago di Viverone da un terribile drago, forse una divinità degli abissi, che lo abitava. Solo sulla sponda canavesana dello specchio lacustre si omaggia Bononio ed in questa borgata di Curino. 

   Ma al centro della zona delle rive rosse, nascosto e protetto  dalla fitta vegetazione di castagneti secolari dal 1858 é stato edificato un piccolo edificio sacro cristiano che oggi si definisce erroneamente “Madonna del Sabbione” ma che più esattamente nella parlata locale é noto come “gisèt dal Sabion” e non é dedicato alla Madre di Cristo ma a San Martino, lo stesso cui é dedicata la parrocchiale di Curino.

   Il luogo é davvero incantevole.   

  La chiesa ed il campanile si trovano accanto ad un pozzetto (oggi cementato e chiuso con un lucchetto), l’area é valorizzata da un’ampio spazio per scampagnate e l’edificio é posto su una roccia proprio accanto ad un quadrivio dove convergono numerosi sentieri usati come piste per ‘mountan bike’. Uno di questi é un ripido e pericoloso percorso inizia salendo da San Bononio verso Portula, poco prima del Canton Colma, accanto ad un’area attrezzata,  

   Da Soprana, si arriva al “gisèt” superando il canton Lanvario e salendo verso Cimamonti dove si trova la deviazione che permette di raggiungerlo comodamente in auto. 

    Perché sia stato edificato il santuario non é dato sapere ma é possibile che questa sentinella della fede dovesse neutralizzare le arcane presenze che fra le rocce rossastre brillano nelle notti di luna in un sito fra alberi sacri, pietre speciali ed una fonte. 

   Gli elementi caratteristici delle antiche credenze pagane. 

   Saremo grati a chi vorrà segnalarci realtà analoghe a quelle esaminate in questo articolo scrivendo a storiaribelle@gmail.

 Dal 14 febbraio 2017 nella rubrica “Biellese magico e misterioso” sono stati pubblicati più di 160 articoli che si possono ancora leggere nella sezione “Archivio” di Biella News.

   Per approfondire questi argomenti segnaliamo un libro pubblicato da Storia Ribelle casella postale 292 - 13900 Biella.

Roberto Gremmo

Ti potrebbero interessare anche:

SU