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SPORT | 04 settembre 2020, 18:16

Sport e ripartenza, i delegati assembleari del Comitato Regionale scrivono al loro presidente

Sport e ripartenza, i delegati assembleari del Comitato Regionale scrivono al loro presidente

"Riteniamo fosse molto più urgente e determinante preoccuparsi non solo del “chi” e del “quando” cominciare, ma soprattutto del “come”, onde permettere alle società dilettantistiche e a tutti coloro che vi collaborano di organizzarsi per poter consentire lo svolgimento di tutte le attività, anche in un’ottica di allineamento con la prossima apertura – ancora incerta possiamo dire - delle scuole". Questo il centro della lettera firmata dai delegati assembleari del Comitato Regionale della Lega Nazionale Dilettanti Piemonte e Valle d'Aosta, indirizzata al proprio presidente Christian Mossino.

I consiglieri, il cui ruolo principale è quello di fare da mediatori tra la Lega Nazionalee le società piemontesi, sostengono che il modo migliore per dare certezze ai presidenti delle società sia quello di contribuire in modo più concreto alla modifica e/o integrazione del Protocollo nazionale attraverso l’istituzione immediata di una commissione tecnico-scientifica, composta da medici immunologi esperti e responsabili della sicurezza che affianchino i dirigenti sportivi.

Di seguito il testo integrale della lettera firmata da Angelo Frau, Daniele Capello, Ottavio Porta, Filippo Gliozzi , Filippo Fava:

Egregio Presidente Christian Mossino,

quali delegati assembleari, eletti dalle società e da molte di queste ultime sollecitati a tal proposito, ti scriviamo in ragione del periodo di difficoltà e di emergenza che coloro che rappresentiamo stanno affrontando. Viviamo certamente un periodo di estrema difficoltà ed incertezza dettato da un’emergenza sanitaria che non ha precedenti, questo è innegabile. Ma proprio per tali ragioni riteniamo che la programmazione, la chiarezza e la condivisione debbano accompagnare coloro i quali devono prendere delle decisioni organizzative come anche il Comitato Regionale da te rappresentato.

Molti dei presidenti delle società piemontesi sono preoccupati ma soprattutto in difficoltà nell’organizzare e programmare la stagione sportiva. Il comitato si è preoccupato dell’ordinaria amministrazione provvedendo, come di consueto, a fissare le regole della prossima stagione sportiva come le quote di iscrizione, i loro termini, la formazione dei gironi, i ripescaggi e la programmazione dei calendari addirittura con largo anticipo rispetto alle presunte e previste date di inizio dei campionati, quest’anno certamente condizionate dall’emergenza sanitaria in corso che mette comunque a rischio ogni programmazione futura, in ogni campo.

In tale contesto, riteniamo fosse molto più urgente e determinante preoccuparsi non solo del “chi” e del “quando” cominciare, ma soprattutto del “come”, onde permettere alle società dilettantistiche ed a tutti coloro che vi collaborano di organizzarsi per poter consentire lo svolgimento di tutte le attività, anche in un’ottica di allineamento con la prossima apertura – ancora incerta possiamo dire - delle scuole. Orbene, ci riferiamo in modo più esplicito all’esigenza di leggere, interpretare e coordinare il protocollo FIGC pubblicato il 10 agosto u.s. in modo più critico non limitandosi ad accettarlo passivamente. Abbiamo notato che solo dopo che altri Comitati Regionali sono intervenuti immediatamente richiedendo lumi e chiarimenti alla LND alquanto timidamente – a nostro avviso - il nostro Comitato ha richiesto alle società di inviare eventuali osservazioni e richieste di chiarimenti che altri invece avevano già, non solo raccolto ed elaborato ma anche già inviato a Roma.

Lo stesso vademecum predisposto dal Comitato Regionale conferma quanto è stato detto pochi giorni dopo l’uscita del Protocollo ovvero che dovevamo accettarlo così com’era; peraltro riteniamo che lo stesso vademecum meriti maggiore approfondimento ed una attenta revisione tenuto conto che alcune previsioni – riteniamo noi – non semplificano ma al contrario possono complicare la gestione dell’attività, come, ad esempio, la previsione che la certificazione del rispetto delle prescrizioni sanitarie relative agli accertamenti covid 19 da parte delle società venga demandato all’osservatore arbitrale  e/o organo tecnico, con il conseguente ulteriore rischio di aumento di sanzioni oltre alle conseguenze legali già gravose esistenti sui presidenti delle società.

L’interesse ad una sostanziale correzione del protocollo (molto vicino alle società professionistiche) si inquadra non solo nella dimensione dell’aiuto alle associate ma dovrebbe essere considerata un’attività strategica del comitato regionale da Te presieduto. L’attuale protocollo FIGC impone alle società dilettantistiche di dotarsi e rivolgersi a tecnici ed esperti quali medici e/o responsabili della sicurezza, figure assai difficili da rinvenire nel mondo dei “volontari” che costituiscono la figura principale operante all’interno di ogni aggregazione sportiva dilettantistica, con conseguente aumento inevitabile di costi e spese che non potranno che ricadere sulle società stesse.

Ebbene, alla luce di quanto sopra riteniamo che il modo migliore per poter contribuire fattivamente senza perdere ulteriore tempo allo scopo di dare ai Presidenti delle società certezze e chiarezze sia quello di contribuire in modo più concreto alla modifica e/o integrazione del Protocollo nazionale attraverso l’istituzione immediata di una commissione tecnico-scientifica composta da medici immunologi esperti (e nella nostra Regione ve ne sono molti) e responsabili della sicurezza che affianchino noi dirigenti sportivi (gli avvocati non servono). A tal fine tutti noi delegati assembleari ti diamo immediata disponibilità, con l’auspicio che a differenza di quanto avvenuto fino ad oggi, tu possa tenerci aggiornati tempestivamente di ogni decisione e iniziativa in merito.

bi.me.

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