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CULTURA E SPETTACOLI | 09 agosto 2020, 17:29

Statua di Francesco Ciusa, un tesoro sardo al Museo di Pettinengo

Statua di Francesco Ciusa, un tesoro sardo al Museo di Pettinengo

È Sa Mama de su mortu, copia in marmo della celebre opera realizzata dall’artista nuorese Francesco Ciusa, la protagonista indiscussa del Museo delle Migrazioni di Pettinengo. Testimone delle fitte relazioni tra la Sardegna e il Biellese, la Madre dell’ucciso – presentata per la prima volta nella versione in gesso alla Biennale di Venezia nel 1907 – raffigura un’anziana signora, raccolta su se stessa, intenta a vegliare sul proprio figlio, morto ucciso poiché coinvolto in una faida. Un’opera certamente singolare rispetto ai canoni artistici dell’epoca che tendevano a privilegiare il nudo, ma molto apprezzata poiché in grado di raffigurare e offrire, con rigore e attenzione al dettaglio, uno spaccato della vita e della ritualità sarda, specificatamente quella de sa ria (veglia funebre).

Ma quale è il legame con Biella? Nell’aprile del 2017, è stata rinvenuta presso il giardino di una villa di industriali biellesi, la “Malpenga”, una copia marmorea de la madre dell’ucciso realizzata quando Ciusa era ancora in vita e, pertanto, di un valore unico. Grazie alle ricerche di Franca Rita Porcu e di Giuliana Altea, oggi sappiamo che, qualche anno dopo rispetto la presentazione alla Biennale di Venezia, l’artista sassarese Giuseppe Biasi fa il suo arrivo a Biella. È, con tutta probabilità, merito suo – nonché degli ottimi rapporti che intratteneva con Ciusa – se la versione marmorea di Sa Mama de su mortu è arrivata nel nostro territorio. Proponendosi come mediatore, Biasi avrebbe infatti favorito l’acquisto dell’opera da parte dell’industriale biellese Vittorio Buratti.

Dal 1942 al 2017, la madre dell’ucciso è rimasta custodita nel parco di Villa Malpenga, mentre è oggi esposta e fruibile all’interno del Museo delle Migrazioni, Cammini di storie e di Popoli di Pettinengo, proprietà extraterritoriale della Regione Autonoma di Sardegna in Piemonte, a dimostrazione del legame persistente tra il Biellese e la Sardegna.

Silvia Bigando - Su Nuraghe

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