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ATTUALITÀ | 05 agosto 2020, 08:23

Coronavirus, Uniti Per Cavaglià interpella il sindaco su gestione dell’emergenza e fasi successive

La replica del primo cittadino Mosè Brizi: "La maggior parte dei dati richiesti non sono in possesso del Comune: abbiamo avanzato richiesta all'ASL e risponderemo nel prossimo consiglio comunale"

Augusta Bortolotto, capogruppo Uniti Per Cavaglià - Foto Pagina FB Augusta Bortolotto

Augusta Bortolotto, capogruppo Uniti Per Cavaglià - Foto Pagina FB Augusta Bortolotto

La situazione dei contagi attuale della provincia.

E, nell’eventualità di una nuova ondata di contagi, quale organizzazione del territorio si è pensato di attuare? Quali saranno le risorse destinate all’unità di crisi? Quale sarà la funzione delle strutture di supporto ed accoglienza individuate nei mesi precedenti presso la Clinica Vialarda e il Don Orione di Sordevolo? L'ASL Biella sarà disponibile ad eseguire tamponi faringei, oro faringei ed esami sierologici? L'ospedale di Biella ha ripreso e svolgerà la normale attività? Quale organizzazione è stata prevista nelle case di riposo? Quale approvvigionamento dei dispositivi di protezioni individuale è stato concordato per i medici e la popolazione?

Questi sono alcuni interrogativi contenuti nell'interpellanza che il gruppo di minoranza Uniti Per Cavaglià ha presentato al sindaco del paese. "Lo scopo dell’interpellanza è quello di fare il punto della situazione passata ed attuale, - dichiara Uniti Per Cavaglià - con individuazione degli strumenti che si intendono utilizzare in caso di nuova ondata di contagi. Vogliamo avere certezze: tamponi in numero sufficiente, medici di medicina generali coordinati con l’ospedale, unità di crisi in grado di fronteggiare le richieste (Unità Speciali di Continuità Assistenziale, isolamenti, tamponi, rilascio dichiarazioni da esibire agli enti), case di riposo sotto controllo ed ospedale che funziona nonostante l’emergenza”.

Uniti per Cavaglià è certa che la Regione, e le ASL a livello territoriale, abbiano predisposto quanto il gruppo chiede nell'interpellanza: "Queste misure sono state sicuramente e ampiamente analizzate durante le conferenze dei sindaci a livello locale, e probabilmente, in sede regionale: chiediamo che ci vengano rese note le risultanze".

Il sindaco di Cavaglià, Mosè Brizi, replica affermando che la maggior parte dei dati richiesti non sono di competenza comunale. "Già nei primi mesi di pandemia - dichiara il primo cittadino - parlavo costantemente con ASL, chiedendo quali intenzioni avesse e quali precauzioni intendesse prendere per il futuro. Ora, il segretario comunale ha avanzato richiesta all'ASL per venire in possesso di queste informazioni: quando l'ASL ci fornirà i dati, faremo un consiglio comunale in cui risponderemo all'interpellanza".

Alessandro Bozzonetti

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