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CULTURA E SPETTACOLI | 05 agosto 2020, 06:50

Biella, al Museo del Territorio le opere parlano attraverso gli occhi e gli sguardi d'autore FOTO

“La scelta degli sguardi? Sicuramente quelli più rappresentativi con cui si poteva creare un racconto lineare”, spiega l’assessore Gaggino a proposito della mostra Dentro lo sguardo che registra alcune novità, come l’utilizzo di brevi didascalie udibili con codice QR.

mostra biella

Foto Claudia Rolando

“La mascherina è entrata a far parte delle nostre vite e ci ha costretti a porre la nostra attenzione sullo sguardo dei nostri interlocutori. La mostra vuole parlare della città di Biella attraverso i volti e gli occhi delle nostre opere d’arte creando una chiara identità”. Con queste parole, l’assessore alla Cultura Massimiliano Gaggino ha aperto le porte del Museo del Territorio, in occasione della visita guidata ai media locali della mostra allestita all’interno dal titolo “Dentro lo sguardo. Occhi che parlano dall’antichità al XXI secolo”.

Un’esposizione totalmente inedita, nata durante l’emergenza sanitaria del coronavirus come sottolinea lo stesso assessore: “Attraverso gli sguardi dei suoi protagonisti vogliamo parlare di questo territorio e condividerlo con il mondo utilizzando i canali social e creando un’esperienza multimediale anche per chi non ha la possibilità di vederla dal vivo. La scelta degli sguardi? Sicuramente quelli più rappresentativi con cui si poteva creare un racconto lineare. Abbiamo ottenuto ottimi riscontri e apprezzamenti, perfino da utenti residenti in Canada”.

Novità nella comunicazione ma anche nell’utilizzo della tecnologia, con l’utilizzo di brevi e immediate didascalie, udibili con un codice QR. “Pannelli veloci in grado di raccontare l’opera – spiega Gaggino - in meno di un minuto con un massimo di 100 parole per rendere più fruibile questa esperienza”. A corredo, occhi impressi sul pavimento a guida del visitatore e frasi esplicative dei grandi autori del passato (Marcel Proust, Virginia Woolf, Johann Wolfgang von Goethe, Tristan Bernard e tanti altri) per rendere ancor più suggestiva la mostra. Un viaggio di (ri)scoperta visibile nella fotogallery qui sotto pubblicata, che parte da molto lontano (antico Egitto) passando attraverso il Rinascimento e i secoli successivi fino ad arrivare alle opere del Novecento e a noi più vicine come la Metamorfosi di Primavera, realizzata dal compianto artista biellese Omar Ronda.

Un’esperienza unica nel suo genere, da vivere sotto un’altra luce e con occhi totalmente nuovi.

g. c.

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