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ATTUALITÀ | 04 agosto 2020, 11:04

CancerPrev in partenza, alla Fondazione Tempia sono al lavoro due giovani da Cipro e Bosnia

Il progetto di ricerca è sostenuto dalla Commissione Europea, di cui la Fondazione Tempia è l'unica partner italiana.

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A Eirini Chrysanthou piacciono la natura, le montagne e si è già innamorata di Rosazza. Emir Sehovic sta scoprendo pian piano la città e ama gli sport, soprattutto il calcio e il tennis tavolo che ha praticato da agonista. Ma nessuno dei due è a Biella per solo divertimento: la loro “casa” è nel laboratorio di genomica della Fondazione Tempia, dove trascorreranno gran parte dei prossimi tre anni, dopo essere stati selezionati per il progetto CancerPrev.

I loro nomi appartengono a una lista ristrettissima di quindici giovani scienziati scelti per l'iniziativa, finanziata dalla Commissione Europea e di cui la fondazione biellese è unico partner italiano. L'obiettivo è formare, anche attraverso gli scambi tra istituzioni scientifiche, un gruppo di “Early stage researchers” in campo oncologico, ovvero ricercatori nella fase iniziale della loro carriera, dando loro la possibilità di fare esperienza ai massimi livelli in un Paese diverso da quello in cui sono nati. Eirini Chrysanthou è cipriota, Emir Sehovic è bosniaco. Per lei, che ha lasciato l'isola natale appena dopo il diploma, lavorare all'estero non è una novità: «Ho studiato in Francia» racconta «e poi ho già trascorso periodi in Canada e in Gran Bretagna. Ogni volta, non è stato il luogo in cui sarei andata a vivere a determinare la mia scelta ma il progetto di cui mi sarei occupata. È successo così anche in questa occasione».

Tra le sue esperienze di giovane biologa e immunologa, ci sono anche ricerche sulle terapie individuali dei tumori che le sono valse un premio di eccellenza a Montreal. Emir Sehovic invece è nato e ha vissuto a Sarajevo dove ha studiato genetica e bioingegneria e questa è la sua prima volta oltre confine: «Conosco inglese e tedesco e un po' di turco, con cui faccio sorridere i gestori dei kebab» scherza. «Adesso è un mio obiettivo imparare un po' di italiano». «Anche se» aggiunge la collega «qui in tanti conoscono l'inglese. E chi non lo parla bene, comunque si fa in quattro per farsi capire». Il primo approccio con l'Italia e con Biella, insomma, è stato positivo. E lo è stato anche con il lavoro da affrontare nel laboratorio di genomica: «È quello che ci aspettavamo di trovare, tutto come previsto» dice Emir Sehovic. «Ed è una opportunità importante» aggiunge Eirini Chrysanthou. Coordinati dalla responsabile del laboratorio Giovanna Chiorino, i due ricercatori svilupperanno il tema di fondo del programma CancerPrev, che intende utilizzare i tumori del seno e della pelle come modelli per studiare lo sviluppo tumorale, ponendo particolare attenzione al ruolo degli ormoni sessuali, dell'infiammazione cronica e di altri fattori di rischio genetici ed epigenetici.

«Le cure» si legge nel “manifesto” del progetto «non sono efficaci allo stesso modo per tutti i pazienti. Uomini e donne hanno diverse probabilità di ammalarsi e di sopravvivere e rispondono in modo differente alle terapie. Ecco perché dobbiamo rendere più efficace la prevenzione». Le sette istituzioni che fanno parte del consorzio, insieme alla Fondazione Tempia, sono l'Ecole polytechnique federale e l'Università di Losanna (Svizzera), la Medicine University di Vienna (Austria), la University of Helsinki (Finlandia), il Karolinska Institute (Svezia) e il Vlaams instituut voor biotechnologie (Belgio).

«Questa interazione con realtà europee di eccellenza e giovani ricercatori internazionali» spiega la direttrice del laboratorio di genomica Giovanna Chiorino «rappresenta una grande occasione per noi e per la Fondazione, che entrano in un circuito di ricerca molto stimolante». Eirini Chrysanthou ed Emir Sehovic trascorreranno parte del loro dottorato in prevenzione oncologica in altre sedi del programma: uno sei mesi all'Università di Helsinki, l'altra sei mesi all'Università di Losanna. A sua volta la Fondazione Tempia accoglierà due ricercatori, uno proveniente dalla Svizzera per un periodo di quattro mesi e l'altro dal Vlaams instituut per cinque mesi. «Non avere confini» dicono i due giovani «fa parte del mondo della scienza ed è una delle sue caratteristiche più affascinanti».

Comunicato stampa g. c.

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