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AL DIRETTORE | 02 agosto 2020, 06:50

L'opinione di Pietro Brovarone: "Il caso Piacenza"

L'opinione di Pietro Brovarone: "Il caso Piacenza"

Commentare il sequestro penale di una caserma dei carabinieri, a seguito della scoperta di una associazione a delinquere in divisa fa tremare i polsi, fa piombare nei peggiori incubi descritti in quelle serie televisive che parlano di polizia corrotta che usa il potere affidatole dallo Stato e quindi dai cittadini per interesse personale di solito legato alla soddisfazione dei soliti vecchi vizi che muovono la parte malvagia dell'uomo. La domanda che sorge davanti a questi fatti: ‘come è possibile’?. E come è possibile che ciò si verifichi nell'ambito di una intera caserma, ovvero che si concentrino in un unico luogo tutti soggetti disposti a far strame dei valori che dovrebbero governare i tutori della giustizia e dell`ordine.

Una risposta possibile è che non sia più chiaro, alle generazioni attuali, il principio secondo cui l'esercizio del potere, di qualsiasi natura, è un servizio fatto al prossimo e non un modo per soddisfare il proprio ego e, quindi, le proprie inclinazioni al male. Servire e proteggere è il compito del tutore dell`ordine, ovvero mettersi a disposizione delle necessità del cittadino, sapendo che la ricompensa non sta nello stipendio, ma nel valore morale delle azioni che la divisa ti permette di compiere, sino a dare la vita e quanti lo hanno fatto e nel rispetto che quella divisa porta all'uomo che la indossa.

È, quindi, prima di tutto un problema di educazione al servizio, perché indossare una “divisa” non è svolgere un lavoro, non è timbrare un cartellino, ma è credere che servendo si possa fare la differenza per rendere la vita civile migliore. Se manca questa visione del ruolo che si occupa all'interno della società allora il rischio di usare il potere a fini personali è la tentazione principe di tutti coloro che esercitano il potere loro delegato dallo Stato, dal magistrato, al politico, all'ultimo operatore di polizia. Già duemila anni addietro Gesù Cristo ricordava ai sui discepoli ‘chi vuole essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi si farà servo di tutti’. Mt.10, 43-44.

Pietro Brovarone

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