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ATTUALITÀ | 28 luglio 2020, 06:50

Coltivare cibo sano e locale e inclusione sociale: ecco l'Orto del Piazzo a disposizione dei biellesi FOTO

L'Orto del Piazzo nasce sulla Costa San Sebastiano ed è il frutto della sinergia delle associazioni Let Eat Bit, White Rabbit Event e Harambee, unite da un unico obiettivo: creare un luogo di inclusione sociale per incontrarsi e produrre cibo sano, buono e locale, a piena disposizione dei cittadini.

orto del piazzo

12 appezzamenti di terreno pronti per essere coltivati da tirocinanti in situazioni di fragilità e da volontari col desiderio di socializzare e di condividere la passione per la natura, la coltivazione e il cibo a chilometro 0 dando così la possibilità ai cittadini di “adottare” un orto di varie dimensioni per un anno e ritirare, o raccogliere, ogni settimana la propria verdura.

Questa l'idea di base di Let Eat Grow 2.0, progetto di “welfare generativo” presentato ieri mattina, 27 luglio, nelle Sale Auliche di Cittadellarte di Biella, alla presenza dei rappresentanti delle tre associazioni biellesi che, attraverso la loro sinergia, hanno dato vita all'Orto del Piazzo. Si tratta di Let Eat Bit (in qualità di capofila), White Rabbit Event e Harambee, unite da un unico obiettivo: creare un luogo di inclusione sociale per incontrarsi e produrre cibo sano, buono e locale, a piena disposizione dei cittadini biellesi.

“Crediamo molto in questo progetto – sottolinea la presidente di Let Eat Bi Armona Pistoletto – che può portare allo sviluppo di buone pratiche di cura, difesa e valorizzazione del territorio locale. Questa iniziativa intende essere un esempio valido e replicabile in futuro in altri terreni abbandonati del Biellese e non solo. Può essere un mezzo per capire il valore del prodotto agricolo finito e di come arrivi sui bancali di vendita”.

Orto del Piazzo, che si sviluppa anche grazie alla collaborazione con Cissabo, Gasb, Cooperativa Sociale Domus Laetitiae Onlus, Associazione Cresco Odv e Comune di Ponderano e al sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Biella (già finanziatrice nel 2017 del progetto di Let Eat Grow 1.0), sorge sul nucleo più antico della città, la Costa San Sebastiano, grazie alla concessione di un terreno privato (di proprietà di Mauro Palladino) all'Associazione White Rabbit Event (conosciuta al grande pubblico per tour storici e aperitivi letterari), avvenuta per mezzo della piattaforma web creata da Let Eat Bi, Terre AbbanDonate, che ha l'obiettivo di favorire l'incontro tra i soggetti proprietari di terreni che non riescono più a prendersi cura e quei soggetti che vorrebbero coltivare un terreno ma non ne hanno la possibilità.

“L'idea di base? Recuperare terreni in disuso e permettere alle persone di occuparsene, insieme alla possibilità di ritagliarsi del tempo per sé stessi e prendere contatto con la terra – afferma il vicepresidente di White Rabbit Event Riccardo Gambi – Inoltre, è un mezzo per aiutare anche le famiglie in difficoltà per chi volesse donare i prodotti della terra di fronte a situazioni di evidente difficoltà. L'Orto del Piazzo mette al centro l'inclusione, il rispetto della natura, l'importanza della cura, e riuso, della terra che avverrà in modo biologico e, speriamo, sinergico nel più breve tempo possibile. Inoltre, verrà utilizzata acqua piovana per abbattere qualunque tipo di spreco, in maniera sostenibile”.

Gli fa eco anche Mauro Lombardi di Harambee, realtà biellese coinvolta per le sue competenze nell'ambito della coltivazione di orti sociali e dell'inclusione di soggetti in condizioni di marginalità e già nota per la sua collaborazione nel progetto precedente Let Eat Grow 1.0: “Non bisogna mai sottovalutare l'aspetto sociale di questo progetto. Le persone coinvolte si trovano a loro agio e ne escono più arricchite di prima”. Come anticipato, l'Orto del Piazzo verrà suddiviso in 12 porzioni di terra e gli associati potranno affittare per un anno un piccolo, medio e grande orto, a seconda della propria disponibilità, ritirando ogni settimana la propria verdura e provando (perchè no?) a coltivare in prima persona anche il terreno. Si va da un minimo di 30 metri quadrati fino a un massimo di 90. Proprio un orto di 30 mq può essere composto da prodotti che variano in base alla stagione ed è sufficiente per sostenere la produzione per 2/3 persone. Inoltre, la produzione dell'appezzamento può variare in base alle condizioni atmosferiche. 

Ma in futuro si intravede dell'altro. Oltre all'ambito agricolo, si delineano all'orizzonte proposte molto interessanti in grado di intercettare vaste porzioni di pubblico. All'Orto del Piazzo si svilupperà, infatti, un vero e proprio Terzo Paradiso, realizzato con piante aromatiche, che sarà possibile visitare anche per le scuole. “Ci sono diverse idee in sviluppo – conclude Armona Pistoletto – Si sta pensando a organizzare visite guidate, attività didattiche, conferenze e corsi per creare quell'incontro tra città e campagna, uomo e natura capace di produrre cibo, bellezza e buone pratiche. Ma tutto questo verrà sviluppato prossimamente”.

g. c.

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