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ATTUALITÀ | 27 luglio 2020, 18:14

Orti urbani dei Sardi di Biella, una sfida per il futuro

Attività sociale quotidiana del Circolo Culturale Sardo di Biella - tessere di un nuovo mosaico per una mostra partecipata, inclusiva e condivisa da inaugurare a dicembre.

nuraghe orti

Le lunghe e inaspettate recenti restrizioni che, sebbene attenuate, permangono e sono in agguato, hanno reso d’attualità alcune pratiche agronomiche in ambito domestico, attestate dal rifiorire di ortaggi su balconi e giardini, riconvertiti e potenziati in tempo di pandemia. Prezzemolo, basilico, maggiorana, salvia, rosmarino, menta ed altre piante aromatiche hanno preso il posto di quelle ornamentali, compresi i pur utili gerani. Con la chiusura dei vivai, chi disponeva di spazi più ampi ha predisposto semenzai per ottenere nuove piantine o per la semplice produzione di insalata da taglio, attingendo all’archivio dei saperi contadini, al ricordo o ai racconti di un’economia di guerra.

Il particolare momento ha permesso la messa in pratica degli auspici di Expo Milano 2015 che, attraverso il Milan Urban Food Policy Pact, impegnava i centri urbani a “sviluppare sistemi alimentari sostenibili … inclusivi, resistenti, sicuri e diversi” al fine di “promuovere e rafforzare la produzione alimentare urbana e periurbana”. Anticipando la sfida sociale e culturale per il futuro che, in Giappone, vede già la presenza di orti urbani in ufficio per coltivare riso e broccoli, i Sardi di Biella, in modo del tutto naturale - ignari delle decisioni di scienziati e sapientoni - hanno attinto nella pratica alla loro plurimillenaria cultura ereditata dagli antenati, “sos mannos”. Le fotografie di questo nuovo mosaico, sono emblematica testimonianza visiva di questo rifiorire di antichi saperi solo apparentemente dimenticati.

Battista Saiu (Su Nuraghe Biella)

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