Biellese Magico e Misterioso - 26 luglio 2020, 08:00

Il Biellese magico e misterioso: Centoventi anni fa anche degli anarchici biellesi erano nel complotto per uccidere il re d’Italia

A cura di Roberto Gremmo

Il Biellese magico e misterioso: Centoventi anni fa anche degli anarchici biellesi erano nel complotto per uccidere il re d’Italia

Mercoledì 29 luglio ricorrono centoventi anni da quel pomeriggio assolato quando a Monza l’anarchico venuto dall’America Gaetano Bresci uccideva con tre colpi di pistola il re d’Italia Umberto di Savoia.

Come ho dimostrato nel mio libro basato su una ricerca basata sulle carte processuali dell’“Archivio di Stato di Milano” il terribile gesto del tessitore di Prato non fu un simbolico atto individuale come si é spesso sostenuto, ma fu il risultato d’un vero e proprio complotto dove ebbero un ruolo preminente gli anarchici biellesi, specie quelli di Sagliano dove avevano un grande seguito fra i lavoratori al punto che nel 1909 riuscivano anche a pubblicare il settimanale “L’Alba”.

A Paterson dov’erano emigrati dall’Italia e che avevano trasformata in una vera e propria ‘capitale dell’Anarchia’ ispiratori dell’ardito gesto che doveva vendicare i morti delle cannonate di Bava Beccaris furono il biellese Alberto Guabello ed il vercellese Luigi Galleani ed a dar manforte a Bresci nell’agguato al Sovrano c’era il giovane Luigi Granotti detto “il Biondin”, originario di Sagliano che venne individuato come complice ma riuscì a fuggire per tempo in Svizzera dai sentieri di montagna della val dal Sarv e della val d’Aosta per poi far perdere per sempre le proprie tracce.

Nella città industriale americana gli anarchici avevano costituito un circolo chiamato “Diritto all’esistenza” dove la vera protagonista era la giovane biellese Ernestina Cravello, famosa per i suoi infuocati discorsi rivoluzionari.

Nel mio studio rivelavo per la prima volta, carte giudiziarie alla mano, che quando al concorso di ginnastica dove era presente Re Umberto Bresci esplose il primo colpo sbagliò la mira ed anche quelli successivi sembravano dover andare a vuoto se non ché un carabiniere afferrò il braccio dell’anarchico tentando di bloccarlo ma questo gesto fece sì che la terza pallottola per tragica fatalità uccidesse il Re. Disperato e sconvolto, il povero milite dopo qualche tempo decideva di togliersi la vita.

Condannato all’ergastolo e gettato nel carcere dell’isola di Santo Stefano, Bresci morì in circostanze mai chiarite diventando gi occhi degli anarchici una vittima dell’Ideale.

 

Saremo grati a chi vorrà segnalarci realtà analoghe a quelle esaminate in questo articolo scrivendo a storiaribelle@gmail.

Per approfondire questi argomenti segnaliamo un libro pubblicato da Storia Ribelle casella postale 292 - 13900 Biella.

Roberto Gremmo

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