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Basso Biellese | 11 luglio 2020, 10:53

Cavaglià, è scontro sulla rinegoziazione dei mutui

In Consiglio Comunale la risposta dell'Amministrazione all'interrogazione presentata da Cavaglià Terra Viva. Insoddisfatto il capogruppo Luciano Rosso: "Per ottenere un beneficio quest'anno hanno allungato al scadenza della maggior parte dei mutui fino al 2043".

Luciano Rosso - Foto di repertorio

Luciano Rosso - Foto di repertorio

Il Consiglio Comunale di Cavaglià di mercoledì 8 luglio ha discusso un'interrogazione presentata dal gruppo di minoranza "Cavaglià Terra Viva". A rettifica di quanto scritto dal sottoscritto nell'articolo dell'8 luglio, l'oggetto dell'interrogazione non riguardava atti di assenso per l'edificazione a confine, bensì una delibera dello scorso 27 maggio, con cui la Giunta Comunale ha deciso la rinegoziazione dei mutui stipulati dal 1996 al 2000 dalle Amministrazioni Comunali in carica in quegli anni, e che scadevano quest'anno.

Nell'interrogazione, Cavaglià Terra Viva ha "rilevato che, per i prestiti già regolati a tasso variabile, essendo tutti i parametri euribor (puntuale – 1 mese – 3 mesi – 6 mesi) negativi, l’interesse applicato è zero, e anche se tendenzialmente in leggera salita, è ben difficile che risalga sopra l’1% tasso fisso rinegoziato. Per i prestiti già regolati a tasso fisso la riduzione è sensibile per i due regolati al 5,50%, ma ridicola per altri in cui la riduzione è inferiore al mezzo punto, comunque il tasso proposto è di ben lunga superiore alla media di mercato e solo questo avrebbe dovuto far propendere per la non adesione alla rinegoziazione", e ha precisato che "l’unico motivo per cui l’amministrazione ha ritenuto di procedere siano i benefici immediati in termine di rimborso di capitale, andando però ad allungare la scadenza fino al 31/12/2043".

Per queste  ragioni, Cavaglià Terra Viva ha posto questi interrogativi all'Amministrazione: "Per i primi quattro prestiti (debito residuo ad oggi 857.731), inerenti tratti fognari e depuratore, come mai avendo demandato la gestione alla Comuni Riuniti (che incassa specifici contributi sulle bollette dell’acqua: quota fissa fognatura, quota fissa depurazione), il debito sia rimasto in capo al Comune? Quale sia il peso sul governo della COMUNI RIUNITI esercitato dalla nostra amministrazione e perché non si voglia affrontare con maggior impegno di tempo e di responsabilità? Se l’amministrazione nel compiere una scelta così vincolante per le future amministrazioni e d’impatto sulle scelte delle future generazioni si sia avvalsa di consulenti? Se è stata presa in considerazione l’impatto della penale che già in passato aveva impedito, per i mutui a tasso fisso, interventi di rinegoziazione del tasso ( ben più sostanziose ed interessanti) e/o parziali rimborsi anticipati? Se sia democraticamente corretto fare scelte di questo tipo, senza informare la cittadinanza e rinviare la decisione ad una delibera consigliare per poter approfondire le varie ricadute che la scelta ha provocato?".

Le risposte dell'assessore Alessandra Nicolello hanno lasciato totalmente insoddisfatto il capogruppo di Cavaglià Terra Viva Luciano Rosso. "Cavaglià ha 3 milioni di euro di mutui, e la parte che scadeva quest'anno, per circa 2 milioni, è stata rinegoziata. - spiega Rosso - Non si può dire che si è dovuto decidere in pochi giorni su un argomento così delicato, senza approfondire i vari risvolti che la scelta ormai fatta  ha portato, e soprattutto non si può far passare in sordina un ulteriore allungamento dei  prestiti del nostro Comune per ottenere un beneficio immediato. Il Comune corrisponderà per il  2020 solo lo 0,25% del debito residuo in quota capitale al 31 dicembre,  ma ha accettato di  allungare i prestiti in elenco di ulteriori altri 7 anni (scadranno al 31/12/2043), e, per giunta, con un forte aggravio immediato in termini di interessi perchè quelli a tasso variabile dove attualmente il tasso era zero sono stati trasformati in tasso fisso all'1,093%".

Alessandro Bozzonetti

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