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POLITICA | 09 luglio 2020, 14:55

Presidio No Tav a Biella: "Fermarlo è possibile, Fermarlo tocca a noi"

Venerdì 10 luglio 2020 dalle 16,30 ai giardini Zumaglini.

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Come il resto del paese la Valle Susa ha sofferto durante il periodo del lockdown. Ha pagato un prezzo, in termini di vite e perdite degli affetti, ha pagato per la perdita del lavoro di molti e le prospettive per il futuro non sono rassicuranti. Le disposizioni governative hanno costretto tutti a casa ma chi ha avuto bisogno di cure ha fatto i conti con 25 anni di tagli alla sanità pubblica. Ora molte forze politiche, imprenditoriali, sindacali, finanziarie ecc. spingono sull’acceleratore per la ripresa dei lavori per la “Mala-Opera”, il TAV Torino Lione incuranti della “lezione” che questa pandemia ci ha dato: il totale fallimento di un sistema socio-economico incentrato sull’interesse, il vantaggio e il profitto di pochi.

Un sistema che per sopravvivere ha bisogno di divorare risorse, distruggere territori, inquinare e cementificare. Si sperava che una profonda crisi mondiale come quella appena innescata inducesse a riflessione e si avviasse una fase di cambiamento a tutela del pianeta e della salute delle persone. Il TAV, opera inutile, inquinante e non sostenibile dovrebbe essere bloccata in nome della giustizia sociale e del contrasto alla devastazione dell’ambiente.  Si è costretti invece ad ascoltare e affrontare l’ipocrisia di chi nega ciò che dovrebbe essere evidente per tutti: Il TAV è uno scempio ambientale e uno spreco enorme di denaro pubblico.

Ad unirsi al fronte “No Tav” è adesso anche il nuovo sindaco di Lione Gregory Doucet che ha dichiarato, senza mezzi termini: ”Non bisogna insistere su un progetto sbagliato. E’ la scelta peggiore. Bisogna fermare il Tav”. Quest’opera ferroviaria è stata recentemente criticata anche dalla Corte dei Conti europea che ha evidenziato - tra gli altri - questi tre specifici aspetti negativi: l’analisi costi-benefici ha rivelato che l’opera è assolutamente antieconomica, il forte impatto sulla salute delle persone e sull’ambiente e il mancato coinvolgimento della popolazione.  

Per anni i NO TAV hanno sperimentato sulla propria pelle la violenza dei “tutori dell’ordine” e l’accanimento sproporzionato della magistratura ed anche ora in Valle Susa, mentre in tutto il mondo si alzano proteste nei confronti di quei corpi di polizia sostanzialmente al servizio degli interessi forti e dei poteri razzisti, sessisti e di un sistema che produce povertà e ingiustizia sociale, continuano a subirne una presenza ingiustificabile e speciosa,  a mera difesa di interessi economici.   Il popolo Valsusino però non si piega, ha resistito in questi anni agli attacchi di un sistema prepotente, sordo alle ragioni TRENTENNALI di chi ha caro il futuro di tutti e non accetta che la valle diventi il salvadanaio per accorti farabutti, fuori tempo massimo.  

Il Gruppo Biellese No Tav sostiene che “Fermare il TAV è possibile ed è compito di tutti”  ed invita tutti coloro che potranno ad impegnarsi a  un’estate di resistenza per impedire l’attacco e la distruzione della Val Susa.  

Aderiscono all’iniziativa: Legambiente Biella “Circolo Tavo Burat”; Associazione “Thomas Sankara”; Coordinamento Antifascista Biellese; Rifondazione Comunista; Partito Marxista Leninista Italiano; Laboratorio Sociale-“La città di Sotto”; ANPI ValleElvo e Serra; ARCI Biella-Ivrea-Vercelli.   Gruppo Biellese No Tav: Composto da volontari provenienti da differenti esperienze politiche il “Gruppo Biellese NO TAV” ha realizzato in questi anni molte iniziative volte a sostenere la lotta degli abitanti della Val Susa che si oppongono alla realizzazione della linea di alta velocità.

Attraverso la realizzazione di conferenze, presidi cittadini, raccolta fondi, produzione di materiale informativo, partecipazione attiva a manifestazioni pubbliche si è tentato in questi anni di far sentire anche lontano dalla Val Susa la vicinanza agli abitanti della valle in lotta.

comunicato - f.f.

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