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CRONACA | 08 luglio 2020, 12:01

Pollone, un mese senza telefono nella casa di riposo. “Nessuno si è mai fatto vivo”

Richiesta di aiuto da parte della struttura della Valle Elvo: "Non sappiamo più quale strategia adottare per risolvere questa situazione di disagio e disservizio",

Pollone, un mese senza telefono nella casa di riposo. “Nessuno si è mai fatto vivo”

Nel 2020 è inconcepibile che un luogo adibito alla cura e soggiorno degli anziani rimanga tagliato fuori dal mondo per un disservizio alla linee telefoniche. È successo a Pollone, nella struttura della fondazione Piergiorgio Frassati Onlus dove, dal 17 giugno, non è stato più possibile effettuare chiamate. 

E così ci giunge in redazione una lettera, da parte di un responsabile della casa di riposo, che sintetizza l’intera, spiacevole, situazione e lancia un appello per poter ricevere quel minimo di assistenza che basterebbe a risolvere il problema. 

“Circa tre settimane fa - inizia lo scritto - ci siamo ritrovati completamente senza linea telefonica a seguito di un forte temporale. Il telefono è fondamentale per il nostro lavoro dato che badiamo ad anziani non autosufficienti e perciò ci siamo subito prodigati a segnalare il disagio a chi di competenza. La risposta è stata una rassicurazione sul fatto che la compagnia in questione si stesse attivando per risolvere il problema. Da quel momento, però non è cambiato niente”.

“Abbiamo fatto molte altre segnalazioni ma la situazione è stata sempre la stessa - continua la lettera - Il problema passava da esterno ad interno alla struttura e ci siamo sentiti dire che i tecnici non avrebbero potuto operare all’interno dell’edificio causa normative anti Covid-19. Si è poi fissato un appuntamento in un momento consono per evitare possibili contagi ma nessuno si è mai fatto vivo. Così non si può andare avanti”.

Per ovviare al problema, è stato subito attivato un numero cellulare (366-7180815) che facesse da cuscinetto alla mancante linea fissa: “Abbiamo subito comunicato il numero a tutti i nostri contatti ma questa situazione sta continuando comunque a creare disagi e anche danni economici. In particolar modo, senza il nostro numero fisso, non è possibile essere contattati da eventuali nuove persone interessate ad inserirsi e ad usufruire dei nostri servizi”.

Ogni giorno che passa, perciò, rappresenta un danno maggiore alla struttura. Un luogo che ha assistito per anni persone che ne avevano bisogno e che ora si vede negato quel minimo di assistenza necessario a continuare a fare il proprio lavoro normalmente.

La conclusione della lettera, da questo punto di vista, rappresenta il miglior riassunto possibile della faccenda: “Non sappiamo più quale strategia adottare per arrivare alla risoluzione di questa situazione di disagio e disservizio”.

Andrea Biondo

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