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ATTUALITÀ | 06 luglio 2020, 07:30

Barazzotto mette in guardia: “Salute non può attendere”

barazzotto

Riceviamo e pubblichiamo:

“C’è stato un tempo in cui i medici e gli infermieri sono stati i nostri eroi, soppiantando i miti illusori  dei calciatori e degli influencer. E’ stato il tempo dell’emergenza e della responsabilità collettiva. E’ un tempo vicino che non dobbiamo scordare, proprio ora che gli ospedali si trovano nella situazione critica di dover smaltire il lavoro “non indifferibile” in epoca di piena emergenza sanitaria. Il peso di dover oggi affrontare l’arretrato ha ripercussioni sul personale sanitario, provato da mesi stressanti, e sui pazienti, intimoriti dalla paura, seppur irrazionale, di essere stati dimenticati.

La componente umana che permea le attività che riguardano la salute porta così a spiacevoli situazioni, come quella accaduta nell’ospedale di Biella qualche giorno fa in cui la tensione per la lunga attesa per le  visita è quasi sfociata in una rissa. Anche le prenotazioni via CUP stanno subendo intoppi e disservizi per il sovraccarico di richieste. La tensione e l’aggressività sono sintomi di disagio sociale che si sfogano contro il personale sanitario e amministrativo, meno incensato dai mezzi di informazione rispetto a qualche mese fa,  e alle prese con le ire di chi si sente trascurato perché non riesce ad accedere ad un servizio essenziale.

Ancora una volta non è solo una questione di costi e di spesa, ma un problema di organizzazione da parte dei vertici regionali, dove i generali lasciano soli  i loro soldati nelle periferiche ASL di provincia ad affrontare invettive, rabbie e frustrazioni dei pazienti e utenti. Mauro Valentini di Lilt ci ricorda che si muore più di tumori che di coronavirus, evidenziando  l’importanza della prevenzione e della tempestività nella terapia. Se non vogliamo scordare il valore della sanità e del personale medico e para medico, si deve tener conto di questi aspetti e rimediare agli errori e alle falle che si sono evidenziate nei mesi scorsi per non trovarci più impreparati nel caso di una seconda ondata di Covid-19.

Si deve assolutamente tentare di evitare che si creino le condizioni per la nascita di nuovi focolai in autunno, non solo di Covid, ma anche di quelli che riguardano una tensione civile che potrebbe degenerare  in incendi di piazza”.

Vittorio Barazzotto

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