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ATTUALITÀ | 03 luglio 2020, 18:41

Caccia, Dellarovere: “Una legge che rimette a posto alcune aberrazioni del recente passato"

Il presidente di Federcaccia Biella: "Grande passo in avanti. Un plauso alla Regione Piemonte guidata da Alberto Cirio e all'assessorato alla caccia guidato da Marco Protopapa”.

Caccia, Dellarovere: “Una legge che rimette a posto alcune aberrazioni del recente passato"

“Un plauso sincero alla Regione Piemonte per aver approvato una riforma sulla caccia necessaria e assolutamente attesa, soprattutto per andare a correggere una serie di aberrazioni che, per inconcepibili patti politici, erano state volute dalla Giunta Chiamparino. Il presidente Cirio per fortuna non ha esitato, pur mediando alcune posizioni, sempre di buon senso, e ha votato un documento che riporta, in parte, le cose a posto andando a correggere una serie di errori madornali del testo precedente”.

A parlare è il presidente di Federcaccia Biella Guido Dellarovere, che spiega: “E’ inutile che gli ambientalisti facciano assurde polemiche o fingano di strapparsi le vesti in nome di non meglio decifrate teorie. Cerchiamo per una volta di essere realisti. Si possono tornare a cacciare sette nuove specie: allodola, fischione, codone, folaga, canapiglia, marzaiola e pernice bianca. Sono specie che l’Ispra, non certo un “fazioso cacciatore” reputa cacciabili. Non si è mai opposto, l’Ispra, e infatti si tratta di specie che non si potevano cacciare soltanto in Piemonte.

Ora questa incongruenza è stata sanata ma, attenzione, diversamente da ciò che diffondono gli animalisti più oltranzisti, non ci sarà alcun massacro, perché gli abbattimenti vengono fatti sulla base di dati tecnici e regolamentati dall’Ispra: non vedo perché la caccia, o meglio, la decisione di non cacciare queste specie nel recente passato, dovesse passare davanti alla scienza. E poi? Ha senso possedere un porto d’armi per 60 mesi e ogni 30 fare le verifiche di tiro? Assolutamente no e quindi ben vengano le modifiche. E poi cosa significa il legame cacciatore-territorio che verrebbe meno? Ogni cacciatore crea un legame con il territorio in cui caccia e questo a prescindere da che venga da fuori o sia nato nelle stesse zone. Davvero trovo queste critiche incomprensibili”.

Dellarovere passa poi in carrellata alcune altre norme approvate e conclude: “Ci sono poi delle norme, come la riduzione delle bande fosforescenti che non creano alcuno scompiglio ma, anzi, vanno nella direzione di rendere la caccia di selezione maggiormente efficace. Certo, leggo già commenti di sedicenti ambientalisti che si augurano che i cacciatori si sparino tra di loro ma non avverrà, stiano pure tranquilli. Il cacciatore non è un orco armato di fucile, ma una persona con giudizio e rispetto delle regole e così condurrà la caccia, anche con meno banderuole fluo durante la caccia alpina.

 

Lo ripeto, è una legge intelligente che, non per nulla, ha trovato il voto positivo del Pd che nella scorsa legislatura, forzato da qualche lobby, aveva prodotto un testo inqualificabile. Un plauso sincero al cambio di marcia della Regione Piemonte perché questo documento fa un grande passo in avanti dal punto di vista della razionalizzazione della caccia: una condizione che ci porterà grandi risultati che il mondo della caccia si merita".

comunicato - f.f.

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