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Animalerie | 29 giugno 2020, 07:50

I cani rilevano il Covid-19 con l’olfatto? Si, secondo uno studio finlandese

In futuro, grazie allo studio finlandese (e non solo), potrebbe essere possibile impiegare i cani addestrati a rilevare Covid-19 in una moltitudine di attività utili, ad esempio l’identificazione di individui infetti in case di cura o di riposo, lo screening dei veri positivi nel settore dell’assistenza medica per evitare quarantene non necessarie e il controllo negli aeroporti e altri punti di frontiera

I cani rilevano il Covid-19 con l’olfatto? Si, secondo uno studio finlandese

L’olfatto estremamente sensibile dei cani potrebbe rivelarsi uno strumento utile (e innovativo) nella lotta contro la Covid-19. È già da tempo noto, infatti, che i cani possono essere addestrati al rilevare odori “medici” indicativi della presenza di determinate patologie, come il diabete, certi tipi di cancro, o anche il prossimo verificarsi di attacchi epilettici.

Olfatto dei cani contro il Covid-19, lo studio finlandese

Basandosi su questi principi, ricercatori delle Facoltà di Medicina Veterinaria e Umana dell’Università di Helsinki (Finlandia) hanno unito le forze per trovare un modo per identificare le persone infette da Covid-19 sfruttando l’olfatto dei cani.

Sono stati così sottoposti ad addestramento specifico alcuni cani che ora sono riusciti per la prima volta a differenziare tra campioni di urina di pazienti Covid-19 e i campioni di urina di individui sani.

Abbiamo una solida esperienza nell’addestramento di cani per la rilevazione di odori legati alle malattie. È stato fantastico vedere con che velocità i cani hanno imparato a riconoscere il nuovo odore”, afferma la ricercatrice Anna Hielm-Björkman, coordinatrice del gruppo DogRisk (gruppo di ricerca universitario sui fattori nutrizionali, ambientali e genetici alla base delle malattie canine, nonché sullo studio dei cani in grado di rilevare il cancro).

Performance migliori degli attuali test Covid-19

I ricercatori stanno ora iniziando una vasta raccolta di campioni di pazienti per confermare le prime osservazioni e per poter continuare ad addestrare più cani, ma resta ancora da chiarire quale sia la sostanza che i cani identificano nei campioni dei pazientie per quanto tempo l’odore persiste dopo che l’infezione è passata.

Sulla base dei test preliminari, sembra che i cani siano in grado di imparare e lavorare velocemente e persino di avere performance migliori degli attuali test Covid-19 basati su tecniche molecolari.

Tuttavia, ci sono molte cose che devono essere verificate e ricontrollate prima di essere in grado di inserire il rilevamento di questo odore nella routine“, afferma Anu Kantele, professore di malattie infettive all’Università di Helsinki.

In futuro, potrebbe essere possibile utilizzare cani addestrati a rilevare Covid-19 in una moltitudine di attività utili, ad esempio l’identificazione di individui infetti in case di cura o di riposo, lo screening dei veri positivi nel settore dell’assistenza medica per evitare quarantene non necessarie e il controllo negli aeroporti e altri punti di frontiera.

Quello finlandese non è l’unico studio che mira ad addestrare cani per riconoscere le persone affette da Covid-19, anche presso l’Università della Pennsylvania sono in fase di addestramento otto cani per rilevare la presenza della malattia da campioni di saliva e urine. (FONTE: LaSettimanaVeterinaria)

laserrimanaveteerinaria.it

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