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POLITICA | 19 giugno 2020, 19:14

Studenti fuori sede, Magliano: "Indotto da mezzo miliardo per il Piemonte"

Il consigliere regionale dei Moderati: "La Giunta si trincera dietro il più classico dei «Mancano le risorse» di fronte alla mia richiesta di introdurre misure a sostegno, per esempio, per le spese d'affitto".

Studenti fuori sede, Magliano: "Indotto da mezzo miliardo per il Piemonte"

"La Giunta Cirio rinuncia con il più classico degli argomenti («Non ci sono risorse sufficienti») a mettere in campo misure per rendere conveniente per gli studenti fuori sede la permanenza o il ritorno sul nostro territorio dalle proprie regioni d'origine anche in questo periodo di chiusura delle Università. La rilevanza del tema, da me portato in Consiglio Regionale con un Question Time appena discusso, è data dai numeri: l'indotto economico garantito dagli studenti non piemontesi iscritti alle nostre Università può essere quantificato, in termini strettamente economici, in mezzo miliardo di euro (per 40mila studenti in Piemonte)" afferma Silvio Magliano, consigliere regionale dei Moderati. 

"Anche di fronte a queste cifre, l'Assessora Chiorino si tira indietro, rimandando la questione alla Conferenza delle Regioni e al Ministero. Ammettere che non ci sono risorse è sempre e comunque una sconfitta: se la Giunta Cirio crede in un settore, deve e può trovare le risorse, come ha per esempio fatto, per alcune categorie, con il Riparti Piemonte. Le ragioni per un sacrificio ci sarebbero state tutte. Le Giunte di altre Regioni, come per esempio le Marche, l'hanno capito (istituendo misure di sostegno agli affitti con una recente delibera). Ogni studente universitario fuori sede residente sul nostro territorio spende in media, si calcola, dai 7mila ai 10mila euro l'anno: una somma nella quale confluiscono canone d'affitto, spese quotidiane, vestiario, divertimenti e tante altre voci. C'è poi un altro tipo di ritorno, non immediatamente esprimibile su base economica, ma altrettanto importante: ogni studente fuori sede soddisfatto della propria esperienza in Piemonte è potenzialmente il più efficace e sincero testimonial per il nostro territorio. I contratti in essere obbligano al versamento del canone di locazione anche a Università chiuse. Sarebbe stato un segnale importante e uno straordinario volano economico provare a fare qualcosa: per ora, occasione persa", conclude Magliano.

"La Regione - ha risposto l'assessore Elena Chiorino – ha valutato attentamente la possibilità di intervenire in favore degli studenti. Tuttavia avendo verificato che il numero degli studenti che rientrano in una casistica delle situazioni in difficoltà risulta molto elevato per poter adottare misure a sostegno mediante fondi regionali, ha sottoposto la questione alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome  e al Ministero dell’Università e della Ricerca per una risposta unitaria a livello nazionale a un problema che riguarda numerose realtà, non soltanto il Piemonte. È stata poi effettuata una verifica sul decreto legge numero 34 del 19 maggio 2020, che però purtroppo non prevede espressamente la destinazione di fondi per gli affitti per gli studenti".

"Considerata la limitata risorse e le molteplici difficoltà dovute alle misure di contenimento che gli studenti hanno dovuto affrontare per conseguire i crediti formativi necessari – ha concluso l’assessore -  si è ritenuto di non intervenire per modificare le risorse stanziate dal suddetto decreto. Vista la situazione, si è invece pensato di formulare ulteriori proposte al Ministero anche in relazione alla revisione della condizione dello studente fuori sede, proprio per individuare una serie di misure e di politiche che favoriscano il ritorno degli studenti fuori sede per l’anno accademico 2020/2021, nonostante la situazione di incertezza, anche relativamente al tema delle riaperture. In questo caso l’auspicio è quello di un ritorno in aula in presenza fisica, che ritengo essere l’unica vera possibilità di istruzione e formazione, cosa che la didattica online ha potuto soltanto tamponare. La questione non è chiusa, stiamo proseguendo i monitoraggi, analizzando possibili soluzioni e nuove proposte per reperire fondi: siamo consapevoli del problema e molto sensibili allo stesso".

Dal nostro corrispondente a Torino - f.f.

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