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ATTUALITÀ | 15 giugno 2020, 12:30

Scuola, il consigliere Pasqualini scrive: “Ultimo giorno di didattica a distanza, si spera per sempre”

pasqualini scuola

Riceviamo e pubblichiamo:

“Quel conto alla rovescia di rito che viene cantato in coro, da parte di tutti i nostri compagni di classe, dal più bravo e studioso al ragazzo che fa più difficoltà. Da sempre, nel momento dell’ultimo giro di lancette di orologio, prima del suono della campanella, che segna ufficialmente la fine dell’anno scolastico e l’inizio dell’estate, gli occhi degli studenti si impregnano di gioia e felicità, immagini di un’estate da vivere tutta d’un fiato.

3,2,1... E finalmente il suono della campanella! Successivamente fiumi di studenti che lasciano quegli edifici grigi, ma impregnati di cultura e di futuro. Con il Covid-19, non è stato possibile nulla di tutto ciò. L’ultimo giorno di scuola è diventato un giorno come tutti gli altri, dove addirittura gli studenti stessi ammettono di non riuscire ancora a realizzare di aver concluso un percorso. Non vi è stata alcuna elaborazione cognitiva dell’importanza di questo momento.  Dal punto di vista psicologico i ragazzi si sentono spaesati, contenti sì, ma non quanto lo sarebbero stati se questo incubo non fosse mai incominciato. Due considerazioni è necessario farle. Se festeggiare l’ultimo giorno di scuola vuol dire premere per l’ultima volta il pulsante rosso della conclusione della videolezione, allora questo non chiamatelo “ultimo giorno di scuola”.

La didattica a distanza è stata una grande alternativa e un’opportunità di arricchimento personale, forse l’unico modo per provare a continuare il percorso scolastico, le videolezioni secondo molti studenti sono state utili per continuare il programma di studi e non rimanere indietro. I professori hanno avuto modo di continuare a fare lezione, nonostante il periodo difficile e sono riusciti a mettersi in gioco riconvertendo determinate skills lavorative, specialmente per quanto riguarda le spiegazioni e le interrogazioni. Gli studenti si sono dimostrati soddisfatti di avere avuto questa possibilità, ma è sotto gli occhi di tutti che la scuola sia ben altro.  La scuola è emozioni, la gioia di un bel voto, le lacrime di uno brutto, la passione per una materia o l’ammirazione  per un professore o una professoressa particolarmente coinvolgente, con il ticchettio del gesso sulla lavagna; la scuola è aiuto reciproco, è il contatto con un amico, è il rumore assordante del righello di metallo che cade per terra nel mezzo di una lezione.

È la voglia di studiare e di primeggiare da parte del ragazzo del primo banco e la complicità del ragazzo dell’ultimo; è la ragazza o il ragazzo che ti piace, ma che non sa neanche il tuo nome. È amicizia. È vita. E non venite a dirci che la didattica a distanza sia simile alla didattica tradizionale, perché non è così. L’esperienza scolastica è quella che stimola non solo la mente, ma tutti i 5 sensi, sguardi che si incrociano, gli odori dei libri e della carta, il suono della voce dei compagni, la sensazione del contatto con la lavagna e molto altro! Sperando sia stato l’ultimo giorno di didattica a distanza, nonostante questa si sia rivelata una scialuppa di salvataggio in un mare in tempesta. Ora che le acque stanno tornando calme, auspico che si possa ritornare presto sui banchi di scuola con i dispositivi di protezione individuale, ma sicuramente senza barriere/gabbie in plexiglas".

Alessio Pasqualini, consigliere comunale Biella (Lega)

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