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ATTUALITÀ | 03 giugno 2020, 06:50

Seab, precisazioni dell'azienda: "Il dissesto nasce dagli insoluti privati commerciali dei Comuni a Tarip"

La Società Ecologica Area Biellese descrive l'attuale momento di crisi con diverse osservazioni.

Seab, precisazioni dell'azienda: "Il dissesto nasce dagli insoluti privati commerciali dei Comuni a Tarip"

Nota stampa di Seab in merito alle "notizie apparse su un media locale il 29 maggio che meritano alcune osservazioni. La prima è che dalla lettura dell’articolo se ne trae una fotografia del tutto fuorviante della situazione. Infatti, le cause del dissesto SEAB non trovano origine nei crediti della Società vantati verso i Comuni indicati nell’articolo. Il dissesto nasce da un tasso di insoluti dell’utenza privata e commerciale dei Comuni a TARIP, cioè da un comportamento inadempiente di imprese e privati che, ben prima della corrente emergenza, non hanno pagato i servizi di gestione dei rifiuti. Questi insoluti non sono ascrivibili in nessun modo alle amministrazioni comunali dei comuni a TARIP, che non sono responsabili in nessun modo dei debiti verso SEAB dei loro cittadini o delle imprese sul loro territorio. A questo proposito, si riportano sotto le percentuali di insoluto per settore merceologico delle utenze non domestiche del Comune di Biella dal 2016 al 2019 (pre-Convid). Dalla tabella cui si evince che quote importanti delle imprese di alcuni settori hanno deciso nel tempo di autoridursi il costo dei servizi. I soli ristoranti, bar e trattorie del Comune di Biella hanno un debito pregresso di € 762.000 con SEAB che nulla ha a che vedere con gli asseriti debiti del Comune con SEAB. Analoga osservazione vale per gli altri Comuni a TARIP: Cossato, Gaglianico, Vigliano, quest’ultimo al suo primo anno di applicazione della TARIP.

Inoltre, tra il 2018 e il 2019 la SEAB ha subito la revoca degli ingenti affidamenti da parte degli istituti di credito che finanziavano il circolante della Società, generando una fortissima pressione finanziaria che ha impedito di pagare con regolarità i fornitori, alcuni dei quali, tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, hanno fatto ricorso ad azioni esecutive di riscossione dei crediti. A quel punto, con la cassa vuota, con l’avvio di azioni esecutive dei creditori, con una parte grande dell’utenza che di pagare le bollette per i servizi di SEAB non ci pensava proprio, anche nonostante i solleciti, vi erano due strade obbligate: la richiesta di fallimento in proprio, o la richiesta all’ammissione al concordato in continuità.

Risulta difficile chiarire e precisare punto per punto quanto espresso nell’articolo, in quanto l’insieme dei contenuti ipotizza possibilità fantasiose di salvataggio che non tengono conto della realtà dei fatti e del combinato disposto del codice civile, penale e fallimentare. L’operazione di risanamento e salvataggio di SEAB, le cui difficoltà sono acuite da un contesto economico gravato da incognite senza precedenti, non può trarre alcun giovamento da una informazione pienamente legittima ma fuorviante".  

comunicato seab

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