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Cronaca dal Nord Ovest | 31 maggio 2020, 08:52

Il giornalismo sportivo torinese piange la scomparsa di Beppe Barletti

Per anni inviato della Rai e commentatore di 90° Minuto, si è spento a quasi 92 anni.

lutto

Un signore dai modi garbati. Tifoso (non dichiarato) della Juve, che ha sempre avuto in simpatia il Toro. Soprattutto un professionista esemplare, un volto entrato nelle case di tutti gli italiani quando il calcio in tv erano solo 90° Minuto e la Domenica Sportiva.Si è spento a quasi 92 anni Beppe Barletti, per tanti anni inviato della Rai e volto torinese del programma a lungo condotto dall'indimenticabile Paolo Valenti. A una decina di giorni di distanza dalla scomparsa di Bruno Bernardi, storica firma de La Stampa, il giornalismo sportivo torinese perde un altro dei suoi decani.

Classe 1928, era andato in pensione nel 1993 e chi scrive lo aveva appena sfiorato, avendo iniziato il mestiere negli anni successivi. Lo si vedeva ancora in tribuna stampa, allo stadio Delle Alpi, era una persona di grande classe, un signore d'altri tempi, che rispettava anche le giovani leve e a veva parole di incoraggiamento per tutti. Dopo aver fatto la gavetta nelle testate minori, era approdato a Stampa Sera, prima di entrare alla Rai di Torino. E da lì nelle case di tutti gli italiani quale inviato di 90° Minuto.

Che commentava i riflessi firmati delle partite (allora non si parlava di highlights) con garbo e competenza, non facendo mai trasparire il suo tifo, a differenza di colleghi di altre redazioni locali, molto più caldi e talvolta sopra le righe. Barletti amava molto il basket, ma di lui si ricorda anche una splendida intervista a Chris Barnard, il primo chirurgo al mondo ad effettuare un trapianto di cuore. Buon viaggio, maestro.

Dalla redazione di Torino - g. c.

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