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POLITICA | 29 maggio 2020, 11:59

Ronco, il consigliere Cogato: "Sono obbligato a evidenziare quanto accaduto con alcune precisazioni"

Replica dell'esponente di minoranza nel post consiglio comunale avvenuto pochi giorni fa nel piccolo comune dell'hinterland di Biella.

Ronco, il consigliere Cogato: "Sono obbligato a evidenziare quanto accaduto con alcune precisazioni"

E' caldo il post consiglio comunale a Ronco Biellese. Il consigliere di minoranza Claudio Cogato ha scritto una nota stampa di precisazione sul taglio dell'erba volontario e gratuito nella casa di riposo del paese. "Avrei voluto davvero evitare di replicare all'articolo che ho letto in questi giorni su un giornale locale e su Newsbiella a proposito dello scorso consiglio comunale di Ronco Biellese, a proposito della risposta del sindaco Carla Moglia alla mia "Interrogazione relativa al comportamento di un consigliere di maggioranza irrispettoso delle normative Covid 19". Quanto avvenuto mi obbliga, però a mettere in evidenza quanto realmente avvenuto. Ed è giusto e doveroso fare alcune precisazioni in merito.

La risposta del sindaco, in evidente disagio, non mi ha per nulla soddisfatto perché ha di fatto licenziato il comportamento del consigliere come una leggerezza tollerabile e giustificabile: non mi ha soddisfatto soprattutto perché ho ricevuto numerose segnalazioni dal direttore sanitario della casa di riposo del nostro Paese che, ripeto, più volte, in questi mesi di chiusura alle visite dei parenti, di tutti i parenti, compreso il consigliere stesso (che ha un parente in struttura) ha giustamente prima chiesto, poi pregato e infine sollecitato l'ex sindaco a rispettare, come tutti gli altri parenti degli ospiti, peraltro, le ordinanze nazionali che vietavano tassativamente l'ingresso nelle Rsa a chiunque non facesse parte del personale o dei fornitori.

Una richiesta chiara e semplice da comprendere per garantire agli ospiti della struttura il minor rischio di contagio possibile.Non sono bastati i solleciti al rispetto delle regole, obbligando il direttore a minacciare di cambiare il codice di accesso del cancello d'ingresso alla struttura e di bollare tale comportamento come "terroristico". Per tutta risposta, invece, proprio il giorno di Pasqua il consigliere è entrato nella proprietà con il proprio furgone, incurante del fatto che nella stessa fossero presenti in quel momento diversi ospiti in giardino, trasgredendo anche, peraltro, l'ordinanza che vieta gli spostamenti oltre i 200 metri dalla propria abitazione e violando il regolamento restrittivo che vieta l’ingresso a chiunque all’interno della struttura senza permesso. Per fortuna è stato immediatamente bloccato dai dipendenti prima che potesse scendere dal proprio veicolo e rispedito fuori. Per poi trovare un "accordo" per andare a tagliare l'erba del cortile dell'RSA al mattino presto, o la sera tardi, quando gli ospiti erano ancora nelle loro stanze. Manutenzione che da tempo fa come volontario, anche per passare qualche ora in compagnia della parente ospitata all'interno. 

Mi permetto di ricordare che in un momento così difficile in cui tutto il personale operante presso tutte le strutture piemontesi e italiane, si è prodigato per tutelare al massimo i nostri cari ospiti, limitando al massimo anche i propri spostamenti a quelli indifferibili, onde evitare al massimo il rischio di potenziali contagi, nell'interesse in primis degli ospiti, poi di loro stessi e delle proprie famiglie. Mi rincresce che un consigliere comunale che avrebbe dovuto essere il primo a dare l'esempio, rispettando e facendo rispettare tali ordinanze in questa fase emergenziale, non si sia preoccupato nè della sua salute, nè di quella degli altri.

Da consigliere comunale ho la responsabilità di tutelare gli operatori che hanno fatto il massimo per i nostri ospiti, rinunciando a ferie e permessi per non farsi sostituire da personale esterno e che con impegno hanno cercato di compensare la lontananza dai parenti, sfruttando la tecnologia, riuscendo a mantenere gli ospiti in contatto i propri cari per un abbraccio virtuale, per un saluto e per non farli sentire troppo lontani. Proprio per questo ritengo che in questo periodo di grave emergenza sanitaria non si debbano correre dei rischi inutili, andando contro l'ordinanza, mettendo a disagio operatori, ospiti e parenti degli ospiti.Mi rincresce anche che nessuno, dico nessuno, della maggioranza, abbia avuto il coraggio di proferire parola a difesa di questo comportamento.

Mi sarei aspettato, quantomeno, il parere del nuovo vicesindaco, ex primario di oncologia a Biella, ora in pensione, che invece non ha avuto il coraggio di proferire parola. Nessuna critica, proprio da lui che è un medico, al comportamento del consigliere, a parte l'affermazione patetica di non voler esprimere un'opinione personale, opinione personale che, peraltro, nessuno gli aveva chiesto: gli si è chiesto di esprimere un giudizio in qualità di vicesindaco, che è ben altra cosa. Facile poi lamentarsi della sanità piemontese quando c'è chi cerca di entrare nelle RSA il giorno di Pasqua, così, tanto per fare un giro...ripeto, il giorno di Pasqua, fregandosene dell'ordinanza, degli altri parenti giustamente obbligati a non entrare e fregandosene dei solleciti, da parte del direttore a non presentarsi fin dall'inizio dell'emergenza".

comunicato - f.f.

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