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POLITICA | 26 maggio 2020, 10:58

Pd: "Mancato rispetto dei diritti e delle prerogative dei consiglieri per un corretto svolgimento del ruolo ricoperto"

Lettera al sindaco Corradino, al Presidente del Consiglio Marzio Olivero e al Segretario generale Giorgio Musso da parte del gruppo consigliare dei democratici.

Pd: "Mancato rispetto dei diritti e delle prerogative dei consiglieri per un corretto svolgimento del ruolo ricoperto"

"Evidenziamo il fatto che la giunta non risponde ad alcune interrogazioni da mesi, se risponde per iscritto lo fa con ampio ritardo e anche l'accesso agli atti da parte dei consiglieri di minoranza è difficoltoso e deve essere sollecitato a più riprese". Questa la premessa dei consiglieri di minoranza del Pd per la lettera inviata al sindaco Corradino, al Presidente del Consiglio Marzio Olivero e al Segretario generale Giorgio Musso

"Dopo oltre un mese dalla precedente comunicazione intercorsa tra codesto Gruppo Consiliare ed il Presidente del Consiglio Comunale in merito all’ipotesi - da quest’ultimo formulata ai gruppi consiliari - di conversione delle interrogazioni a risposta orale in interrogazioni a risposta scritta si manifesta in tutta la sua evidenza quanta poca attenzione venga riservata da questa Amministrazione alla funzione delle minoranze. Nella lettera inviata lo scorso 6 aprile si faceva presente che, oltre alle sette interrogazioni depositate nel periodo tra il 08 gennaio ed il 12 febbraio c.a. (che avrebbero già potuto trovare risposta nel Consiglio Comunale del 26 febbraio) rimanevano inevase le tre interrogazioni a risposta scritta depositate tra il 22 gennaio ed il 04 febbraio c.a.) oltre ad una richiesta di accesso agli atti di cui al prot. 6893 in data 06 febbraio (inutilmente risollecitata in data 26 febbraio).

Nel mezzo di un allarme sanitario, la proposta veniva accolta a patto di ricevere riscontro esauriente nel rispetto della tempistica indicata di venti giorni (ovvero entro il 22 od il 26 aprile comunque al massimo entro il giorno 4 maggio) così desunta: - lettera Presidente del Consiglio Comunale inviata in data 26 marzo - assenso espresso durante la seduta dei Capigruppo in data 02 aprile - ulteriore lettera del gruppo consigliare inviata in data 06 aprile (con elenco pratiche in sospeso) - comunicazione da parte dell’Ufficio Affari Generali in data 14 aprile (invio interrogazioni agli Assessori e sollecito per accesso agli atti).

Ebbene, a oggi questo è il quadro: - interrogazione n. 3506 / assessore Zappalà = risposta in data 29 aprile - interrogazione n. 3507 / assessore Zappalà = nessuna risposta - interrogazione n. 3508 / assessore Moscarola = nessuna risposta - interrogazione n. 5966 / assessore Zappalà = nessuna risposta - interrogazione n. 6224 / assessore Zappalà = risposta in data 13 maggio, oltre il termine - interrogazione n. 6225 / assessore Bessone = risposta in data 20/04/2020 - interrogazione n. 7500 / sindaco Corradino = risposta in data 21/04/2020 - interrogazione n. 7502 / assessore Zappalà = risposta in data 29/04/2020 - interrogazione n. 8427 / assessore Zappalà = nessuna risposta - interrogazione n. 5966 / assessore Zappalà = nessuna risposta Nessuna risposta in merito alla richiesta di accesso agli atti.

Ma ben più grave è il tenore dei testi. Come esempio si cita quanto ricevuto dall’assessore Zappalà nella sua replica inviata oltre il termine previsto (interrogazione n. 6224 a risposta scritta depositata il 04/02/2020). La richiesta di “ricevere l’elenco secondo gli stadi diversi (sviluppo dei livelli di progettazione, indizione procedure di gara, consegna dei lavori, conclusione dei lavori) delle opere pubbliche che i singoli settori (stradale, residenziale, scolastico, ecc…) hanno seguìto nel periodo luglio/dicembre 2019” viene liquidata con questa frase: “la programmazione delle opere pubbliche è desumibile dagli atti adottati da questa Amministrazione Comunale” e viene allegato l’elenco delle opere pubbliche progettate ed eseguite dalla precedente Amministrazione a partire dal 2015. È una presa in giro ? È possibile adempire all’incarico di consigliere e svolgere correttamente il ruolo di controllo con questi elementi ed in questo clima?

In conclusione della nostra missiva già citata così ci esprimevamo: ?Questa apertura di disponibilità rappresenta ancora una volta la volontà del gruppo consiliare e del Partito Democratico di collaborare con l’Amministrazione Comunale nell’attuale situazione, inimmaginabile e complicata, al fine di alleviare le difficoltà della cittadinanza e trasmettere messaggi fermi ma rassicuranti. Ora serve responsabilità civica: attraverso proposte e suggerimenti fatti pervenire sia per iscritto sia attraverso contatti telefonici lo abbiamo dimostrato. Occorre però agire con maggior efficacia e determinazione perché il contesto biellese sta soffrendo molto più di altre zone della Regione. Perciò si ritiene importante aprire la partecipazione in videoconferenza (come uditori) alle sedute di tutte le Commissioni anche ai consiglieri comunali che non ne sono componenti così da avere costantemente aggiornato il quadro delle azioni intraprese, potersi rapportare correttamente con i cittadini, attivare canali istituzionali diversi'.

La nostra richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale (utilizzando, come fatto da altri Comuni, le piattaforme messe a disposizione da ANCI) per mantenere un filo diretto tra gli amministratori durante l’emergenza è stata rigettata; alle audizioni delle associazioni di categoria non sono seguite quelle richieste con le rappresentanze sindacali e con ANCE. Abbiamo rispettato il tempo del silenzio ma non possiamo tollerare di essere ignorati ed irrisi.

La prosperità della città si potrà cercare con il concorso di tutte le forze politiche ma i segnali che riceviamo vanno nella direzione opposta. Obiettivo legittimo, quello di escluderci, ma non utile per affrontare un futuro tanto sconosciuto quanto decisivo per Biella.  

comunicato pd- f.f.

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