/ ATTUALITÀ

ATTUALITÀ | 26 maggio 2020, 17:44

Oropa sbarca sul web, 13 mostre virtuali dei tesori del Santuario su Google Arts & Culture

oropa basilica

Il Santuario e il Sacro Monte di Oropa entrano a far parte di Google Arts & Culture, la piattaforma tecnologica sviluppata da Google per promuovere e preservare la cultura online, con una Collezione digitale di circa 300 opere visibili al seguente link: clicca qui. La prima fase dei lavori ha portato alla digitalizzazione di 298 opere, tra cui i Tesori del Santuario, le opere in bronzo, le statue del Sacro Monte, gli affreschi della Basilica Antica e alcuni dipinti inediti che per la prima volta potranno essere ammirati dal pubblico in questa straordinaria galleria virtuale. Un immenso patrimonio che può essere esplorato da studiosi, appassionati d’arte e turisti desiderosi di navigare tra i capolavori del Santuario e del Sacro Monte di Oropa per scoprirne i tesori più nascosti.

Attraverso le 13 mostre è possibile ammirare da vicino opere d’arte che altrimenti non sarebbero accessibili ed entrare virtualmente in uno spazio privilegiato che consente di cogliere dettagli inaspettati. Tre mostre sono dedicate al Sacro Monte, riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2003. La possibilità di visionare l’interno delle cappelle, in particolare le statue e i dipinti, attraverso la galleria virtuale è una straordinaria opportunità: l’architettura delle cappelle del Sacro Monte di Oropa infatti è stata concepita nel XVII e nel XVIII secolo per tenere a distanza il fedele, che ne rimane semplice spettatore al di là delle grate delle finestre.

Nella mostra digitale, i visitatori sono portati virtualmente all’interno della cappella, dove le statue e i dipinti si possono osservare da una prospettiva nuova e inedita. Inoltre, grazie alle fotografie che hanno documentato le fasi di restauro della Cappella della Dimora di Maria al Tempio, si possono osservare le operazioni che hanno riportato le statue alla loro originaria bellezza, grazie al ripristino della cromia settecentesca danneggiata dalle ridipinture degli anni Settanta. Quattro mostre sono dedicate alle opere pittoriche presenti in Santuario: “Gli ex voto”, con le innumerevoli storie di devozione legate a guarigioni miracolose, incidenti o scene di guerra; “Il Rinascimento nei dipinti di Oropa”, con le pale di Bernardino Lanino (L’Ultima Cena e La Peste a Biella nel 1522) e due Adorazioni del Bambino realizzate dalla sua bottega; “La quadreria di Oropa”, con opere d’arte in gran parte inedite giunte nei secoli ad Oropa in seguito a donazioni della nobiltà biellese, di ecclesiastici, o di gente comune, e rese per la prima volta visibili al pubblico grazie alla galleria virtuale; “La famiglia Savoia a Oropa”, con 15 ritratti dei reali sabaudi che sono esposti all’interno del Museo.

Ai Tesori del Santuario sono state dedicate due mostre: la prima dedicata alle corone e ai gioielli che nei dal 1620 al 1920 hanno incoronato la Madonna di Oropa; la seconda dedicata agli ostensori, ai cuori votivi e agli oggetti preziosi che nei secoli sono stati donati al Santuario. In attesa della riapertura del Museo, gli amanti dell’arte potranno avvicinarsi alle opere fino a coglierne i dettagli più sorprendenti. Grazie alle mostre virtuali, anche il Sacello della Madonna Nera non è mai stato così “accessibile”: la calotta e le pareti interne sono decorate da preziosi affreschi risalenti al Trecento, opera del “Maestro di Oropa”.

Il ciclo pittorico, incentrato sulla Vergine e su alcuni santi particolarmente cari alla tradizione del Santuario, costituisce una preziosa testimonianza di iconografia sacra in cui il visitatore si può immergere vedendo le opere da vicino. Infine, tre mostre sono dedicate alle opere d’arte custodite nella Basilica Superiore. Attualmente chiusa per restauri, la Basilica è decorata con i dipinti di Giovanni Bevilacqua, Silvio Consadori e Mario Caffaro Rore; mentre nella cripta sono custodite, oltre a una collezione di presepi proveniente da tutto il mondo, le opere in bronzo di Adelfo Italo Briasco e dell’artista biellese “Sandrun”.

Un’ulteriore opportunità per ammirare con uno sguardo privilegiato i capolavori del secolo appena trascorso in attesa della riapertura della Chiesa. Oropa si conferma essere il principale giacimento culturale del Biellese; una caratteristica del Santuario, questa, che troverà ulteriore conferma nelle numerose iniziative legate alla V Incoronazione e che si pone a garanzia e stimolo per le donazioni che da sempre la confermano essere “Casa di tutti”.

Redazione g. c.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore