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ATTUALITÀ | 25 maggio 2020, 06:50

Aree gioco restano chiuse, regna la prudenza tra i sindaci biellesi: “Norme stringenti e poco chiare”

aree giochi

I bambini di molte famiglie biellesi dovranno pazientare ancora un po’ prima di poter tornare a divertirsi sulle altalene e sugli scivoli del proprio paese di residenza. Ad una settimana dall’ultimo decreto del premier Conte che autorizza l’accesso dei minori, assieme ai genitori, alle aree gioco situate all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, regna la prudenza tra la maggior parte dei sindaci biellesi. A tenere banco le prescrizioni volte a garantire la tutela della salute degli utilizzatori. Considerate, a detta di molti, “troppo stringenti e poco chiare per essere rispettate a dovere”.

I punti più discussi dell’allegato 8 del Dpcm dello scorso 17 maggio? L’obbligo di sanificazione quotidiana e la presenza (continua o meno?) di personale addetto che constati il rispetto delle regole. “C’è la volontà di riaprire le aree giochi ma a queste condizioni è meglio tenerle chiuse – sentenzia il vicesindaco di Biella Moscarola – La sanificazione è stata eseguita la scorsa settimana ma pensare di farla ogni giorno è impossibile”. 30, infatti, sono le aree giochi presenti sul territorio di Biella. “Il nostro personale è già impegnato su più fronti – sottolinea Moscarola – e sarebbe complicato la pulizia e il monitoraggio costante di queste zone. Spiace per le famiglie ma se non cambiano le linee guida i giochi resteranno chiusi”.

Sulla stessa linea i comuni di grandi e medie dimensioni come Cossato, Vigliano Biellese, Valdilana, Candelo, Andorno Micca e Mongrando. “Le regole per consentire la riapertura di queste zone sono estremamente rigide e confuse – spiegano i sindaci Moggio, Vazzoler, Carli, Gelone, Crovella e Filoni – Diventa difficile garantire una supervisione costante. Anche aprire in orari scaglionati non è fattibile perché si corre il rischio di creare assembramenti. Non possiamo fare altro che tenere chiuso ma è un disagio in più per le famiglie”.

Transenne e nastri anche a Sandigliano e Ponderano ma per differenti motivi. “Le aree giochi resteranno chiuse perché a breve partiranno i lavori per sostituirli – annuncia il sindaco Masiero – Avranno una locazione diversa e, una volta ultimato l’intervento, seguiremo le disposizioni vigenti”. Per il primo cittadino Locca, invece, le norme “vanno bene ma il problema è la disinvoltura dei cittadini. Ci sono troppe persone per strada e preferisco tenerli chiusi. Purtroppo bastano pochi soggetti che non rispettano le regole per propagare il coronavirus”.

Chiusura a metà per Viverone mentre a Gaglianico si prenderà una decisione sulla questione nella giornata odierna. “Il parco giochi di Piazza Mandelli del lungolago starà chiuso per motivi igienico sanitari e per evitare il pericolo di contagio da Covid-19, in caso di eventuali assembramenti – afferma il sindaco Carisio – I cancelli del parco giochi Agorà riapriranno nel rispetto delle distanze interpersonali di almeno un metro. Questa è una zona più facile da controllare e da sanificare ogni giorno”.

Tornano sulle giostrine, invece, i bambini di Pray, Salussola e Coggiola. “I giochi sono stati sanificati, revisionati e certificati secondo le prescrizioni vigenti – confida al telefono Passuello – Si potrà entrare dieci per volta, accompagnati da altrettanti adulti, e ogni sera si provvederà a igienizzare tutta l’area. Per i primi giorni  volontari e Polizia locale controlleranno che le regole vengano rispettate ma confido sul senso di responsabilità di ognuno”. Concorde sul punto anche il sindaco di Valdengo Pella: “Le aree giochi vanno tutelate ma non possiamo tenerle chiuse con l’arrivo dell’estate. Occorre venire incontro alle famiglie, salvaguardando ovviamente la salute dei bambini e degli adolescenti che ne usufruiscono. Nei piccoli comuni come il mio, il problema si avverte meno rispetto alle grandi città ma a Valdengo si riaprirà. Mi affido alla responsabilità e all’autodisciplina di ogni cittadino. Se poi vedremo che le regole non saranno rispettate agiremo di conseguenza”.

Intanto, il rebus della riapertura delle aree giochi è diventato un tema nazionale tanto che venerdì scorso l’Anci guidata da Decaro ha chiesto lumi e chiarimenti al governo sulla questione. I nodi da sciogliere? La sanificazione quotidiana e il monitoraggio costante degli spazi utilizzati. Le istanze sono state accolte dall’esecutivo Conte e inviate, in una lettera a firma del ministro della Famiglia Bonetti, al comitato tecnico-scientifico al fine di chiarire meglio le linee guide. “Siamo soddisfatti che le sollecitazioni di Anci abbiano fatto breccia – dichiara il vice presidente vicario Pella - Aspettiamo le valutazioni finali”. Molto probabilmente le rimostranze dei sindaci passeranno con maglie meno stringenti rispetto a prima. Ma ogni dubbio verrà sciolto nei prossimi giorni.      

g. c.

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