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SPORT | 23 maggio 2020, 13:21

Allenarsi ai tempi del coronavirus, la resistenza alla forza

Nuovo appuntamento con il personal trainer Claudio Canessa

Allenarsi ai tempi del coronavirus, la resistenza alla forza

Dopo aver lavorato la scorsa settimana sulla Resistenza Aerobica, oggi vedremo un protocollo di Resistenza alla Forza. La Resistenza alla Forza è la capacità di prolungare nel tempo un impegno di forza. Il carico va da circa il 30% al 50% del massimale ma nella tabella proposta, lavorando prevalentemente a corpo libero, sono stati selezionati esercizi che non andranno al di sotto del 40% lavorando tra le 20 e le 25 ripetizioni. Questo range richiede un buon condizionamento a livello di resistenza muscolare ed una discreta vascolarizzazione dei vari distretti muscolari, portando ad una ottimizzazione dell’utilizzo dei substrati energetici locali. Questa peculiarità andrebbe così a sposare anche le recenti filosofie sul “dimagrimento localizzato”.

Questo lavoro sulla Resistenza alla Forza, con esercizi di Forza Dinamica, ha una indubbia azione di tonificazione a livello muscolare e pertanto vorrei brevemente ricordare l’importanza del mantenimento e dell’ottimizzazione della massa magra. Il lavoro sulla forza dinamica migliora il patrimonio di massa magra, ovvero il muscolo, che dai trent’anni, nelle persone sedentarie in particolar modo, subisce un graduale depauperamento. Il muscolo è una componente metabolicamente attiva dell’organismo ed è responsabile del metabolismo basale.

Se paragonato ad un’automobile, il corpo umano con l’attività aerobica consuma più carburante stoccandone così quantità inferiori, invece con il lavoro di condizionamento alla forza aumenta la cilindrata del nostro motore, che in questo modo consumerà di più anche quando siamo fermi con il motore “al minimo”. Gli allenamenti aerobici all’aperto sono salutari, è indiscutibile, ma è la forza dinamica in primis che, completandosi con il lavoro sulla resistenza aerobica, è garanzia di un reale e salutare dimagrimento (da non confondere con una diminuzione del peso corporeo che non necessariamente è indice di benessere).  

Al fine di diversificare un lavoro che di per sé potrebbe rivelarsi un pochino “noioso”, la tabella è suddivisa in serie di tri-set che permettono varietà di movimento e un discreto richiamo a livello cardiovascolare per azione periferica cardiaca (tecnica con la quale lavorando in sequenza distretti corporei distanti tra loro si sottopone il cuore ad uno sforzo ulteriormente condizionante). Allo stesso modo si mantiene un discreto lavoro aerobico di fondo difficilmente raggiungibile con i tradizionali lavori “in serie”. Questo protocollo verrà proposto nelle prossime dirette Live di Armonia in Equilibrio che siete invitati a seguire.  

Oggi non proporrò una tecnica di rilassamento, ma piuttosto un atteggiamento positivo capace di alleviare le apprensioni riconducibili al difficile momento trascorso e confortarci nelle possibili difficoltà future. È un pensiero molto delicato della dottoressa Bernabè che porta l’attenzione alle mani come strumento per arrivare alla nostra anima e all’essenza del dolore. La lettura che ne ho fatto e che condivido con voi è un invito a riscoprire l’antica arte del massaggio in tutte le sue forme, anche con il proprio bambino o nella coppia, e al ritorno ai lavori manuali e artigianali come mezzo per dare voce alla nostra creatività che, come ho sottolineato nel primo dei nostri incontri, è un’occasione che avremmo potuto e potremo sfruttare in un futuro. La solitudine dei giorni trascorsi infatti ha probabilmente arricchito la conoscenza di noi stessi e molti avranno quasi sicuramente riscoperto vocazioni e attitudini nascoste. Sfruttiamole, partendo proprio dalle nostre mani. Buon Fitness a tutti.

"Nonna, come si affronta il dolore?"  di Elena Bernabè

"Nonna, come si affronta il dolore?" 
"Con le mani, tesoro. Se lo fai con la mente il dolore invece di ammorbidirsi, s'indurisce ancora di più". 
"Con le mani nonna?"
"Si. Le nostre mani sono le antenne della nostra anima. Se le fai muovere cucendo, cucinando, dipingendo, suonando o sprofondandole nella  terra invii segnali di cura alla parte più profonda di te. E la tua  anima si rasserena perché le stai dando attenzione. Così non ha più  bisogno di inviarti dolore per farsi notare". 
"Davvero le mani sono così importanti?" 

"Si, bambina mia. Pensa ai neonati: loro iniziano a conoscere il mondo  grazie al tocco delle loro manine. Se guardi le mani dei vecchi ti  parlano della loro vita più di qualsiasi altra parte del corpo. Tutto  ciò che è fatto a mano si dice che è fatto con il cuore. Perché è  davvero così: mani e cuore sono connessi. I massaggiatori lo sanno bene:  quando toccano il corpo di un'altra persona con le loro mani creano una  connessione profonda. E' proprio da questa connessione che arriva la  guarigione. Pensa agli innamorati: quando le loro mani si sfiorano fanno  l'amore nel modo più sublime".

"Le mie mani nonna... da quanto tempo non le uso così!"  "Muovile tesoro mio, inizia a creare con loro e tutto dentro di te si  muoverà. Il dolore non passerà. Ma si trasformerà nel più bel  capolavoro. E non farà più male. Perché sarai riuscita a ricamarne l'essenza".   

Claudio Canessa

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