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ECONOMIA | 22 maggio 2020, 09:36

Super-ecobonus, Uncem chiede l'estensione alle seconde case nei borghi

Uncem chiede che si arrivi al rilascio di un certificato di qualità del fabbricato, una carta d'identità obbligatoria, basata sul grado di efficienza e di resistenza a terremoti.

Foto di repertorio

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"Il super-ecobonus al 110% per l'efficientamento energetico e l'adeguamento antisismico delle abitazioni, e l'eco-bonus e il sisma-bonus destinato ai condomini, contenute nel decreto Rilancio all'articolo 119, sono misure importanti e strategiche per far ripartire l'Italia della Fase 2 con un modello di sviluppo green e smart. Ma se vogliamo dare maggiore forza e impulso a questa iniziativa e coinvolgere l'intero comparto delle Pmi, allora occorre estendere questi benefici anche alle seconde case, a cominciare da quelle negli antichi borghi alpini e appenninici e nei centri storici delle città, e alle persone giuridiche che hanno attività nei condomini. Non ha senso escludere seconde case e persone giuridiche".

Così Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem. "Non ha senso escludere gli impianti termici a biomasse ad altissima efficienza, a cinque stelle, stufe e termocamini, con zero emissioni e interamente prodotti in filiere italiane. Uncem chiede che Governo e Parlamentari aprano a una riflessione ulteriore e prevedano l'estensione dei benefici anche a queste due categorie ora non coinvolte e l'allargamento a tutta la platea dei Comuni senza distinzioni, arrivando anche a un certificato di qualità del fabbricato, una carta d'identità obbligatoria, basata sul grado di efficienza e di resistenza a terremoti, come Uncem auspica da tempo".

Dal nostro corrispondente a Cuneo - f.f.

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