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Cronaca dal Nord Ovest | 22 maggio 2020, 14:41

Il calcio piange Gigi Simoni, ex Toro e Juventus. Fu il primo allenatore italiano del "Fenomeno"

Specialista di promozioni. Fatale l'ictus che lo aveva colpito un anno fa

Il calcio piange Gigi Simoni, ex Toro e Juventus. Fu il primo allenatore italiano del "Fenomeno"

Un ictus l'aveva colpito nel giugno 2019, pochi mesi dopo l'80esimo compleanno. Ha lottato per quasi un anno Gigi Simoni, ma alla fine non è riuscito a farcela. E così oggi il calcio italiano piange questo autentico gentiluomo, che aveva saputo farsi apprezzare un pò dappertutto, in una carriera durata oltre mezzo secolo.Simoni ha vissuto le sue stagioni migliori nel Genoa, ma è stato anche su entrambe le sponde del Po.

I meno giovani forse neppure conoscono questa storia, ma Gigi era una buona ala, a metà degli anni Sessanta, ma in quegli anni al Torino l'idolo era Meroni, la farfalla granata, il cui estro aveva stregato anche l'Avvocato. Gianni Agnelli, dopo che la Juve aveva conquistato lo scudetto nel 1967, aveva deciso di puntare su di lui per costruire una squadra in grado di fare strada in Coppa dei Campioni.

Gli ricordava Omar Sivori, per la classe e l'imprevedibilità, ma quando tutto era stato definito, per il suo passaggio in bianconero, una rivolta degli operai Fiat che tifavano Toro, fece dissuadere Agnelli e il presidente granata Pianelli dal portare a termine l'operazione. E così, per riparare lo sgarbo, venne ceduto alla Juve l'altra Gigi granata, Simoni. I sussurri dell'epoca dissero che in realtà l'affare Meroni era stato solo congelato e rimandato all'anno successivo, ma Meroni non avrebbe mai visto il 1968.Un drammatico incidente stradale lo fece morire il 14 ottobre, investito in corso Re Umberto da un giovane che andava pazzo per lui e per il Toro, quell'Attilio Romero che 33 anni dopo sarebbe diventato presidente granata.

E il primo allenatore scelto dal Torino targato Romero (e Cimminelli) fu proprio Gigi Simoni, che però durò pochi mesi, pagando con l'esonero nell'ottobre del 2000 un inizio di campionato molto difficile per i granata. Ma come tecnico Simoni le sue soddisfazioni aveva saputo togliersele in precedenza, diventando famoso come 'mago delle promozioni', prima che una lunga avventura alla guida della Cremonese (e una breve parentesi al Napoli) gli aprissero le porte alla guida di una big.

A quasi sessant'anni, nell'estate del 1997, Simoni venne scelto da Moratti per guidare l'Inter che aveva appena ingaggiato Ronaldo. Gigi fu il primo allenatore italiano del 'Fenomeno' brasiliano, guidò i nerazzurri alla vittoria in Coppa Uefa e lottò fino all'ultimo per lo scudetto, fino al famoso scontro tra Iualiano e Ronaldo, nella partita scudetto vinta dalla Juve, di cui si parla ancora oggi, ad oltre vent'anni di distanza, per quel rigore non fischiato.

Persino un uomo pacato e perbene come Simoni perse la testa quel pomeriggio allo stadio Delle Alpi. Si scusò anni dopo, per aver ecceduto con le proteste in quella circostanza, pur ribadendo le sue ragioni (e quelle dell'Inter). Oggi sono in tanti a piangerlo, con lui se ne va uno degli ultimi allenatori gentiluomini di un calcio che non c'è più.

Dal nostro corrispondente a Torino - f.f.

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