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ECONOMIA | 20 maggio 2020, 18:07

In Via Cernaia 40 la quarantena è digital

Un ricco palinsesto di attività digitali per affiancare da Biella i propri clienti nel mondo. Parole d’ordine: formazione, servizio e ispirazione.

In Via Cernaia 40 la quarantena è digital

La moda sta vivendo un momento di grande trasformazione. In tutto il mondo, infatti, i brand, grandi e piccoli, stanno ripensando il modo di proporre i propri capi attraverso sfilate digitali, di cambiare i ritmi di produzione e di inventarsi nuove forme per rimanere connessi ai loro clienti. Anche nel Biellese, che a questi nomi illustri offre da sempre i migliori tessuti, esiste però l’opportunità di ripensare le dinamiche di comunicazione per trovare nuovi sistemi per stare vicini alla clientela in un modo fresco nel new normal. Di certo non è il momento per chiedere ai propri partner sforzi straordinari, ma di fornire loro strumenti per accompagnarli, formarli e perché no, ispirarli.

Come dice Nino Cerruti: "Oggi più che mai bisogna avere il coraggio delle sorprese, rilanciando la fantasia, quello che il presidente francese Macron ha chiamato nei suoi recenti discorsi 'l’incredibile'. Con queste premesse è nato il progetto FABRICS PORTRAITS, uno strumento ideato dal lanificio per raggiungere gli uffici creativi dei marchi appena in Europa c’erano i primi sentori della chiusura. Dalla necessità di mostrare la propria collezione 'contactless', nasce l’idea di una selezione di tessuti icona che si raccontano in prima persona nelle pagine di un dossier preparato a mano e calligrafato da un’importante artista. Così il nome Cerruti è arrivato in maniera creativa sulla scrivania di centinaia di stilisti nel mondo anche in quarantena.

Per il pubblico delle sartorie e delle boutique su-misura in tutto il mondo, è nato invece CERRUTI ATELIER, una serie di webinar per educare i professionisti del settore sulla storia dell’azienda e sui tessuti sia dal punto di vista stilistico sia tecnico. L’ultimo episodio è stato poi dedicato al guardaroba del Signor Nino Cerruti che raccoglie capi indossati da divi del cinema dagli anni Sessanta a oggi. Centinaia di sartorie da oltre trenta Paesi del mondo hanno partecipato al programma conseguendo un Certificato di Partecipazione firmato Lanificio F.lli Cerruti Dal 1881.

Sempre nell’ambito dell’alta sartoria, è nato il progetto SARTORIAL CLUB, con cui il Lanificio ha affiancato i propri clienti più importanti del su-misura grazie a strumenti digitali ad hoc e con collezioni che arrivano direttamente a casa degli appassionati del fatto a mano. Fra le prime adesioni illustri, la sartoria Cifonelli di Parigi, A. Caraceni di Milano e J.Mueser di New York.Dedicato a chi ama la moda e vuole tenersi aggiornato, è venuto alla luce il concetto CERRUTI THE EYE - SOGNI E VISIONI TRA STOFFE E DINTORNI: una serie di dialoghi con designer e appassionati 'Fabric Maniac' per indagare il rapporto tra creatività e tessuti. Per l’occasione il Lanificio ha radunato un drappello di nuovi talenti e professionisti del settore, profondi conoscitori dei tessuti in tutte le loro forme, che in una serie di video-incontri lanciati attraverso i canali social converseranno a turno con il marchio.

In ultimo, ma al primo posto per importanza e impegno, il progetto di collaborazione con Cittadellarte – Fondazione Pistoletto che ha visto il Lanificio convertire alcuni reparti produttivi per realizzare mascherine a uso civile destinate alla Croce Rossa Italiana e all’Ospedale di Biella. Un’iniziativa, intitolata UMANA È L’ARTE DELLA CURA, che ha coinvolto il personale di Via Cernaia 40, perché proprio in questi momenti è necessario ricordare che la bellezza e la concretezza hanno il potere di curare insieme il presente per nutrire il futuro.

comunicato cerruti - f.f.

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