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ATTUALITÀ | 18 maggio 2020, 09:08

Coronavirus, scuola ed educazione al centro del dibattito del Rotary Biella

Ospiti il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina (con un videomessaggio), l’Assessore Regionale Elena Chiorino e il Preside del Liceo Scientifico Dino Gentile.

chiorino azzolina gentile

Gli studenti di tutto il mondo al tempo del Covid-19 riscoprono le figure retoriche addirittura “praticandole”. Così l’Immoto andare di Eugenio Montale, il famoso ossimoro in Ossi di seppia, muta nell’Andare immoto (a scuola!). Il sogno di molti di loro, ovviamente non di tutti, si è trasformato in realtà con il Coronavirus. Andare a scuola, restando a casa. «Torniamo fra i banchi o studiamo in videoconferenza?» Si chiedono dai più piccoli ai più grandi.

Argomento quanto mai attuale in questo periodo, dal momento che condiziona la vita quotidiana delle famiglie ma anche il futuro dei nostri figli o nipoti fino ai 19 anni. A riunire attorno al tavolo virtuale del Rotary Club di Biella gli esponenti della scuola è la Presidente in carica Adriana Paduos che dopo gli aggiornamenti relativi alle donazioni del club all’ospedale cede la parola al primo ospite. A intervenire è quindi l’ex Sindaco di Biella e Preside del Liceo Scientifico, Dino Gentile, testimone in prima linea delle conseguenze sul mondo dell’educazione del Covid19 dalle prime informative ministeriali, al “tutti fermi in casa”.

«La nostra» afferma il preside «è una società abituata alle scadenze, ai cicli, poi da un giorno all’altro questo ritmo viene fermato. I risvolti psicologici saranno notevoli. Per quanto riguarda l’organizzazione della ripresa della didattica a distanza si è dovuta predisporre la struttura organizzativa. Appena capito che la situazione non era tale da permettere di avere solo una pausa di una o due settimane, si è subito pensato alla didattica a distanza, ma non tutti i docenti erano pronti alla nuova forma on-line. Come singole scuole ci si è impegnati tramite i docenti esperti e il personale referente interno e si sono valutate le piattaforme e le metodologie da adottare perché non era/è pensabile di trasferire semplicemente l’impegno quotidiano di un ragazzo dalle 8 alle 13.30-14 in aula in un equivalente impegno di tempo di fronte ad un pc.»

Ma se l’aspetto umano è importante per i ragazzi che frequentano le superiori, ancora più importante (quasi essenziale) lo è per i bimbi della scuola dell’infanzia dove il distanziamento è più difficile e più pesante così come la mancanza del contatto umano. «Il corpo docente e la scuola biellese hanno reagito bene all’emergenza» afferma Gentile «fronteggiandola prontamente e cercando di mantenere sempre il contatto con i bambini e i ragazzi». A oggi fortunatamente non ci sono dati di contagio di giovani e bambini, e questo è un dato che fa ben sperare per la ripresa delle attività, anche se abbiamo imparato dagli scienziati e dai medici che il pericolo è il passaggio dalle fasce d’età più giovani a quelle più anziane. Tali evidenze sono al vaglio del Ministero.

«Solo in presenza si riesce a trasmettere la passione che gli insegnanti hanno per la propria materia. La scuola» afferma Gentile «trasferisce cultura, interesse, passione competenze. Non si trasferiscono solo contenuti. Se si perde qualche dato lo si può recuperare, ma le emozioni no…» Il vero tema da parte dell’Assessore Regionale Elena Chiorino, per la quale un segnale forte deve arrivare dal governo, è la riapertura in presenza a settembre o meno «Visto anche in molte nazioni europee le attività didattiche sono già ripartite o stanno per ripartire nei prossimi giorni o settimane». E poi c’è il grande problema dell’assistenza dei bambini in questa Fase 2, dove i genitori hanno ripreso a lavorare e l’assistenza famigliare non può sopperire: i centri estivi potrebbero aiutare, ma per farlo servono Linee Guida comuni che poi dovrebbero essere declinate nei singoli territori per trasformarli in veri e propri luoghi di attività parascolastiche. Gli assessori di tutta Italia si riuniscono in quella che è la IX Commissione lavorando per stilare delle linee giuda da declinare regione per regione, territorio per territorio.

«I Centri estivi» afferma la Chiorino «li chiamerei “Centri di attività parascolastiche” per tornare ad abituare i ragazzi allo studio sul libro anziché sul computer.» E prosegue: «Per quanto riguarda i più piccoli, hanno imparato a conoscere le distanze sociali, cos’è un igienizzante, oggi hanno idea di cosa sia un virus. Sono maturati molto, ma con i genitori in smart working c’è la necessità di intervenire e intervenire molto velocemente. La fascia 0-6 anni è a più delicata. In Regione stiamo lavorando anche con il Politecnico per trovare dei protocolli applicabili per ogni fascia d’età.» L’assessore auspicherebbe che i Centri di attività parascolastiche/centri estivi partissero anche prima rispetto agli anni scorsi, adottando tutti i protocolli necessari per garantire loro un luogo protetto e sicuro in cui seguire la didattica on line, ma nel frattempo stare con gli altri coetanei. La didattica on line ha senz’altro dato la possibilità di mantenere il legame tra Scuola e Studenti, ma è altrettanto vero che non è pensabile il protrarsi ancora a lungo di tale situazione e soprattutto nel prossimo anno scolastico: «bisognerà trovare un senso al diritto alla salute e uno alla vita».

Una domanda all’Assessore regionale giunge da Franco Ferraris, il quale pone la questione relativa alla formazione professionale e facendo riferimento al fondo regionale stanziato per la realizzazione di un Academy per l’automotive. «Quando verrà valutata la medesima richiesta posta da Biella per una Academy del tessile?» La Chiorino è epigrafica. «Sì, arriverà l’Academy del tessile che avete richiesto e arriverà nel 2021 chiedendo lo stanziamento al governo. La pratica deve solo essere strutturato. L’Academy dell’Automotive era il progetto pilota che aveva già completato. ’iter. Per l’Academy del tessile si sarebbe partiti prima se non ci fosse stato il Covid. Abbiamo proposto degli emendamenti chiedendo lo stanziamento di fondi al Governo perché le Regioni da sole non possono farle.»

Tra un decreto e l’altro, il Ministro Azzolina manda al Rotary di Biella un messaggio per il territorio pensando al futuro: «Il lavoro è tantissimo, sono veramente tante le responsabilità. So che è un periodo molto difficile, lo è per tutto il paese e lo è per il territorio Biella. Tutti i giorni mi informo su quanto accade nel nostro territorio, sul numero dei contagi e su tutto il resto. Però so anche che è un territorio molto produttivo e che sta soffrendo. Questo momento non è facile, ma serve cautela perché da questa emergenza ne usciremo. Proprio per non annullare tutto lo sforzo che è stato fatto finora, si chiede adesso maggiore prudenza. Dobbiamo evitare di sbagliare in una fase delicatissima come quella che stiamo vivendo adesso. Ci tengo a dire una cosa sulla scuola: abbiamo lavorato fin dall'inizio, subito, senza risparmiarci. Ci siamo immediatamente attivati per non lasciare da soli i nostri studenti. Io ringrazio tutto il personale scolastico del biellese, tutti i docenti per il lavoro straordinario che stanno facendo adesso, però ora il nostro sguardo ormai uscito dall'emergenza guarda alla programmazione. Una programmazione per riportare tutti quanti a scuola nel mese di settembre e per terminare questo ciclo scolastico con gli esami che vanno fatti con le valutazioni finali. Stiamo pensando anche ai Centri estivi, sui quali stiamo lavorando insieme ad altri ministeri. Io spero che si faccia tesoro dell'esperienza di questo periodo difficile che abbiamo vissuto e che nel complesso la scuola ne esca più rafforzata. Il nostro compito è provare a trovare delle nuove opportunità e trasformare i momenti di difficoltà in nuove opportunità affinché tutto quello che ci è successo possa comunque rappresentare un momento di crescita per il territorio biellese e per tutto il territorio nazionale. Ci tenevo tantissimo a mandarvi questo breve saluto, Biella è nel mio cuore e lo sarà sempre. Presto riusciremo a uscire da questa situazione che se sì, in parte ha piegato il Paese, ma siamo italiani, siamo forti, siamo orgogliosi e ce la faremo.»

Mai come ora, l’Italia ha riscoperto il valore della scuola, dell’istruzione e della cultura. Speriamo che, tra le tante cose brutte portate dal Coronavirus, questo periodo ci lasci almeno alcune cose belle come una scuola migliore e più competitiva.  

Comunicato stampa Rotary Biella g. c.

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