COSTUME E SOCIETÀ - 29 aprile 2020, 07:00

E' nata Radiobiella 2, l'espressione di bambini, ragazzi, docenti e genitori

Grande successo per i primi 60 giorni della neonata. Merita ascoltarla sicuramente. Ecco come.

E' nata Radiobiella 2, l'espressione di bambini, ragazzi, docenti e genitori

Da due mesi è nata RADIOBIELLA2, la radio scuola dell’Istituto Comprensivo BIELLA2, coordinata dal prof. di Musica Enrico Strobino, fatta con bambini e bambine, ragazzi, ragazze, maestre e professoresse, genitori, dirigente e ospiti vari. In questi giorni la RB2 festeggia il superamento delle sessanta puntate, mantenendo l’impegno a pubblicare un podcast al giorno per tutto questo tempo sospeso.                           https://www.spreaker.com/user/12141311 

È una strana radio, ben diversa da quelle che siamo abituati a sentire, o ad ascoltare. Una radio da campo, una radio che dà e raccoglie voce. Ma anche una radio-finestra. La finestra è una soglia: segna la linea che divide (ma anche unisce) il dentro e il fuori. Possiamo tenerla chiusa, e allora stare completamente dentro; o possiamo aprirla e lasciare che il fuori venga a incontrare il dentro, come un ospite di cui forse non sempre riconosciamo immediatamente la voce. Questa radio-finestra restituisce piccoli ritratti acustici di questo tempo sospeso, di questo tempo fra parentesi. Le voci sono testimonianza collettiva del tentativo di mantenere un senso, un dialogo, di esercitare un ascolto attento di piccoli momenti, di piccoli anfratti, angoli. Piccole storie raccolte dalle voci che conosciamo, voci familiari, calde, a cui vogliamo bene.

La radio come finestra da cui entrano ed escono queste piccole storie, tenute insieme da una narrazione collettiva fatta di piccoli frammenti, che sono “frammenti di un discorso amoroso”. Una casa immaginaria, in cui ci si ritrova vicini gli uni agli altri, ma non per caso: per necessità, per scelta, per piacere.   Proprio in questi giorni è nata anche RadiOSA, la rete delle radioscuola in casa, di cui RB2 è parte. Il progetto, da cui traiamo alcune linee guida, è coordinato dal pedagogista Matteo Frasca: RADIOSA non è un esempio di didattica a distanza, ma forse una sperimentazione del costruire sonori legami nonostante  la distanza. RADIOSA nasce come adattamento storico del progetto RADIOSCUOLA, attivo ai tempi di una scuola comunità funzionante o che cerca di funzionare, coinvolgendo chi la abita nell’ideazione di programmi ispirati dalle conoscenze curriculari, e non solo.

È un progetto in divenire, una rete di radio inventate in questo periodo o riadattatesi per questa nuova Storia Collettiva, un suonoluce emergente che accoglie anche le sue ombresuoni, e che si inserisce all’interno di una percezione di “comunità educante” sociale ora divisa ma che tenta, attraverso l’immaginazione e il desiderio di riunirsi negli spazi “con-sentiti” o totalmente nuovi… lì dove arrivano il suono, la voce, una musica che ci appartiene; una comunità che ha voglia di comunicare  e ascoltare il suo (in) credibile presente storico, facendo parlare bambine e bambini, adolescenti, insegnanti, genitori, nonni, educatrici ed educatori. Come le persone libro in Fahreneit 491 di Ray Bradbury, esistono forse le persone radio, centri d’interesse umani che cercano di irradiarsi verso le orecchie di una comunità in grado ancora di ascoltare, per capire e domandarsi non solo che ne sarà, ma anche che ne è di noi, ora.

RADIOSA  come tempo  di non scuola costituito da un bisogno di rete, da un bisogno di parole che fanno, come suggerisce Gianni Rodari, parole suoni che inventano, accarezzano, giocano, ruzzolano, cadono, si rialzano, soffiano, raccontano un’oralità che spinge a immaginare e a fare, incontrandosi, domandando e rispondendo, all’interno di un grande epistolario radiofonico comunitario, un radiogioco che irradia e forse osa…creando anche oggetti sonori non ancora identificati o pienamente “definiti”.  

Qui la prima puntata di RadiOSA   https://www.spreaker.com/user/radiofrecciaazzurra/radiosa-puntata-1_2 

comunicato - f.f.

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