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In Breve

| 28 aprile 2020, 11:07

L’infezione da COVID 19 rappresenta una minaccia per la fertilita’ maschile?

Il punto di vista del bord scientifico degli esperti di Andro Salute Domani

Mauro Silvani

Mauro Silvani

La diffusione pandemica dell’infezione da Coronavirus 19 ha colto inizialmente tutti impreparati e solo ora le caratteristiche biologiche, la clinica  di questo virus si stanno delineando nella loro interezza. Sappiamo che,non provoca solo una polmonite interstiziale bilaterale ma, una sindrome piu’ complessa che puo’ interessare anche rene e testicoli  scatenando  un’alterazione della coagulazione chiamata coagulazione intravascolare disseminata (cid) talora fatale. Perche’ questi gli organi bersaglio? Gli studi scientifici hanno dimostrato che i testicoli, come  i reni ed i polmoni contengono i recettori cellulari ACE2.

Si tratta di specifiche zone della cellula, alle quali il virus si lega con le sue spike cioe’, quelle punte che presenta sulla superficie esterna e che ben si adattano ai recettori in questione. Importanti conferme per quanto riguarda  il coinvolgimento del testicolo provengono dal lavoro del  dr. Shastri  dell’Albert Einstein  College of Medecine di NY. Le conclusioni dello studio, hanno avuto una diffusione mediatica rilevante anche se ancora non sottoposte a  revisione  dalla comunita’ scientifica  internazionale.Secondo la ricerca il Covid -19 troverebbe  un favorevole habitat nel tessuto testicolare proprio per la presenza  dei recettori ACE2 che sono localizzati nelle cellule deputate a produrre gli spermatozoi, nelle cellule del Sertoli che supportano gli spermatozoi nella maturazione  e infine nelle cellule del Leydig che producono testosterone.

Le conclusioni del lavoro sono assolutamente plausibili e confermate anche  da altri studi tra cui quelli di alcuni ricercatori cinesi del centro di medicina riproduttiva  dell’ospedale  Tongii di Wuhan ,pubblicato sulla piattaforma Medrxiv , studio condotto nel focolaio di Hubei. La finalita’ e’stata capire  come l’ingresso del virus nella cellula attraverso i recettori ACE2 possa provocare dei danni.Il lavoro ha dimostrato che, pz con lesioni polmonari avevano anche danni renali. Pertanto il covid 19 sarebbe in grado di determinare anche lesioni  della funzione endocrina del testicolo cioe’ la produzione di testosterone ed esocrina cioe’ di maturazione degli spermatozoi. Ripetiamo, si tratta di report non ancora validati ed ad oggi  non esistono prove documentate e comunicate della presenza del virus di pazienti infetti o guariti da covid nel liquido seminale. Esiste anche un lavoro del 16 aprile  u.s.  pubblicato su “ Reproductive  Biology “ rivista per reviewed  della “ Society for the study of reproduction” sotto forma di lettera all’editore di un gruppo di ricercatori cinesi dell ‘Universita’ di  Nanjing  su 12 pz guariti da Covid 19 con due tamponi negativi  in cui nel liquido seminale  era assente il virus.

Si tratta di dati preliminari su un campione  troppo esiguo che necessitano di un numero maggiore di pz da arruolare. Ovviamente al di la della, presenza del virus nello sperma un aumento della temperatura corporea e’ comunque in grado di ridurre temporaneamente  il potere fecondante del maschio, compromettendo la spermatogenesi , cioe’ il processo di maturazione e formazione dei gameti maschili.Secondo un recente studio pubblicato su Andrologia a livello del collo dello spermatozoo esisterebbero recettori delle interleukine , importanti mediatori dell’infiammazione liberati in notevole quantita’ nell’infezione da Covid 19 che potrebbero ridurre sensibilmente la motilita’ spermatica riducendo  la capacita’ fecondante del liquido seminale.

Altra ipotesi formulata e’ quella di un possibile danno attraverso un ‘orchite autoimmune che andra’ verificata contestualmente. Queste informazioni  hanno generato apprensione  nelle coppie in cerca di prole per il timore che il Covid 19 possa ridurre la fertilita’ del maschio.Negli USA addirittura e’ scattata la corsa  all’acquisto di Kit  per la raccolta  e crioconservazione successiva  dello sperma a domicilio.Questo e’ stato rivelato da  Heather  Kilpatrick  direttore operativo di  Alpha Cord /Cryo Choice  una compagnia americana che si occupa dei processi  relativi alla crioconservazione del seme riportando un incremento delle vendite del 20%  nelle ultime settimane (www.thedailybeast.com/coronavirsu). In Italia non esiste un analogo servizio, fa notare il dr Fabrizio Idelfonso Scroppo  di Andro Salute Domani  ed i pz hanno un comprensibile timore a recarsi in ospedale per una procedura non essenziale quale la raccolta del liquido seminale.Inoltre ad oggi le procedure di Procreazione medicalmente assistita sono state sospese  in assenza di dati relativi  ad eventuale impatto  del Covid -19  sullo sviluppo embrionario e sulle gravidanze. La trasmissione verticale dell’infezione sembra esclusa, tuttavia riportiamo un unico caso in tal senso  segnalato in Valle d’Aosta.L’unica conseguenza sembra  essere un aumento dei parti cesarei pretermine del 20% circa.In tal modo comunque i tempi di attesa della PMA  spesso per donne  intorno ai 40 anni si  allungano  con decremento  delle percentuali di successo  ed aggravio di costi economico socialiAllo stato dell’arte quindi , non ci sembra una falsa correlazione  quella tra Covid 19 e possibile infertilita’ maschile.

E’quindi giustificato l’ interrogativo seguente:Esiste un rischio per la fertilita degli uomini che hanno contratto il COVID-19 e sono guariti? In questo momento di totale impegno nel salvare vite umane e di contenimento  del  contagio, il problema e’ marginale per molti, meno per chi e’ alla ricerca di prole o dovra’ sottoporsi a PMA ad esempio.

Ovviamente per confermare le supposizioni degli studi preliminari e conoscere la verita su Covid 19 e danni testicolari occorrono da subito e nel post pandemia  una serie di studi controllati finalizzati alla ricerca del covid 19 nello sperma sia dei soggetti guariti ma anche in quei maschi sub fertili o infertili senza pregressa infezione da Covid , in considerazione anche della quota di pz asintomatici e portatori sani. Si tratta di un nuovo fronte di ricerca che dovra ‘ essere ampio e multidisciplinare, fino a qualche settimana fa non plausibile per Covid- 19  che ora  va caldeggiato, in una societa’del terzo millennio in cui la prevenzione dovrebbe rivestire un robusto ruolo di primo piano quando riguarda temi come la fertilita’ e la Medicina della Riproduzione.

ANDRO SALUTE DOMANI e’ una neonata associazione di promozione sociale (ETS) no profit fondata da un gruppo di urologi e andrologi ma anche da figure del mondo civile con la finalita  di fare prevenzione delle patologie uroandrologiche  in tutte le fasce d’eta, dall’adolescenza alla senescenza. Il Comitato scientifico e’ composta da Mauro Silvani urologo ed Endocrinologo e Presidente dell’associazione, Fabrizio Scroppo Urologo ed Andrologo, Alessandro Zucchi Urologo

comunicato - f.f.

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