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Terza età | 28 marzo 2020, 07:00

Tamponi, DPI, personale: La "battaglia" delle case di riposo biellesi. E la Regione annuncia test a tappeto per operatori e ospiti

Per fare maggiore chiarezza sulla situazione, Newsbiella ha intervistato Stefano Morenghi (che gestisce le strutture Nostra Signora di Oropa di Sordevolo, Frassati di Pollone e Simonetti di Netro), Paola Garbella (Fondazione Cerino Zegna) e Paola Zago (Oasi Chiavazza). Nel frattempo, l'assessore regionale alla Sanità annuncia l'intenzione di effettuare tamponi nelle oltre 700 case di riposo del Piemonte. Questa mattina i primi campioni

Foto di repertorio

Foto di repertorio

"Stiamo facendo di tutto per fronteggiare l'emergenza, ma ci ritroviamo a fare i conti con tante difficoltà". Questo il quadro generale che emerge dalla voce di alcuni direttori delle principali case di riposo biellesi. Per fare maggiore chiarezza sulla situazione, Newsbiella ha intervistato Stefano Morenghi (che gestisce le strutture Nostra Signora di Oropa di Sordevolo, Frassati di Pollone e Simonetti di Netro), Paola Garbella (Fondazione Cerino Zegna) e Paola Zago (Oasi Chiavazza).

"Tra le nostre strutture - spiega Morenghi - solo a Netro abbiamo avuto 5 casi positivi, di cui 2 decessi e 3 stazionari attualmente asintomatici e in attesa di dimissioni. Nelle altre non abbiamo avuto ospiti positivi al virus. Fin dall'inizio abbiamo attuato tutte le misure necessarie per contenere al massimo il contagio, ancor prima della pubblicazione delle ordinanze: abbiamo chiuso l'ingresso al pubblico due giorni prima del decreto, abbiamo isolato i nuclei e attuato un'approfondita sanificazione oltre l'ordinario, utilizzando cloro e ionizzatrice. La problematica più grave che ci ritroviamo ad affrontare riguarda la carenza di personale: diversi operatori si sono messi in mutua giustificandosi con motivazioni poco valide, probabilmente, nascondono la paura di mettere a rischio la propria salute. Inoltre, l'Asl ci porta via il personale facendo reclutamenti straordinari, cosa che trovo scorretta in un momento di emergenza come questo".

La stessa problematica è stata riscontrata anche da Paola Garbella, direttrice della fondazione Cerino Zegna, che gestiscele strutture di Biella, Occhieppo Inferiore, Mongrando e Lessona: "Non possiamo dire con certezza se le loro motivazioni siano infondate, ma sicuramente ci troviamo ad affrontare una sindrome da panico difficile da gestire. Umanamente è normale avere paura, ma ciò che cerchiamo continuamente di trasmettere è che siamo noi che rischiamo di infettare i nostri ospiti e non viceversa. Nel momento in cui siamo protetti con i dispositivi di protezione individuale, che da subito abbiamo fornito, il rischio di contagio è nullo. Ovviamente non è facile, ma stiamo facendo il possibile per sostenere al meglio la situazione seguendo tutte le procedure del caso. Già a fine febbraio, ad esempio, avevamo chiuso le porte delle nostre strutture". In totale, le case di riposo della Fondazione Cerino Zegna hanno registrato 17 casi positivi, di cui 6 decessi.

"Se avremo responsabilità ne pagheremo le conseguenze - continua Garbella - ma non mi piace questo 'sentiment' generale per il quale sembra che stiamo nascondendo qualcosa: noi stiamo facendo di tutto per affrontare al meglio l'emergenza, ma tra amministrazione e personale dobbiamo prendere atto che nelle difficoltà bisogna essere operativi e pragmatici, senza perdere di vista il bene dei nostri anziani".

Diversa è la situazione descritta dalla direttrice della Casa di Riposo Oasi di Chiavazza, Paola Zago: "La difficoltà più grande per noi è il reperimento dei dispositivi di protezione individuale, cosa per cui ci battiamo quotidianamente dall'inizio dedicando tutte le nostre energie e, anche se risulta l'ultimo dei problemi, si tratta di una mancanza che incide molto anche sull'aspetto economico. I nostri dipendenti stanno rispondendo bene alla situazione lavorando serenamente, forse grazie agli incontri frequenti durante i quali ci confrontiamo sulle precauzioni e le misure adottate. Da subito abbiamo cercato di ridurre al minimo i momenti di aggregazione e abbiamo chiuso l'accesso a parenti e volontari. È triste ma non è una situazione tanto più allarmante di quelle che ci ritroviamo ad affrontare tutti gli anni: la differenza è che ora la paura ci fa prendere dei provvedimenti diversi rispetto al solito, ma comunque nulla che ci faccia allarmare troppo. Per quanto riguarda i contagi, al momento i decessi risultano in linea con gli anni passati, corrispondenti ai periodi influenzali, perciò non possiamo dire con certezza se la causa sia ricondicibile al coronavirus, questo perché purtroppo non vengono eseguiti i tamponi".

A tal proposito, proprio ieri sera 27 marzo l'Unità di crisi della Regione Piemonte ha disposto di effettuare il test sierologico a tappeto per tutti i dipendenti e gli ospiti delle oltre settecento case di riposo della regione. Ad annunciarlo l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi, che ha incontrato in videoconferenza le rappresentanze dei datori di lavoro delle case di riposo e i sindacati dei lavoratori delle stesse strutture, ottenendo da tutti la più ampia condivisione dell’operazione. Questa mattina saranno campionate le prime due case di riposo per la validazione delle procedure, dopo di che, fatte le necessarie valutazioni di efficacia, si procederà progressivamente su tutte le strutture. 

"I test sierologici – osserva l’assessore regionale – offrono un primo screening rapido dell’infezione, in grado di identificare infezioni tardive, pregressi contatti col virus e avvenuto sviluppo di immunità e possono essere utili per confermare la possibilità di consentire il ritorno al lavoro del personale sanitario risultato negativo al tampone. Inoltre, permettono di raccogliere preziosi dati per le analisi epidemiologiche dell’avvenuto contatto col virus in ampie fasce di popolazione".

Sul piano tecnico, il dosaggio degli anticorpi IgM e IgG anti-COVID valuta l’avvenuto contatto col virus da parte delle difese immunitarie del soggetto. A seconda della presenza e del dosaggio delle une e delle altre, è possibile avere delle informazioni rispetto alla fase della malattia, ovvero se questa è in fase acuta o se è stata superata.

bi.me.

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