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Newsbiella Young | 15 marzo 2020, 09:47

Emergenza coronavirus, la scuola non si è mai fermata

Gli studenti della redazione di Newsbiella Young insieme agli insegnanti del Liceo di Cossato: "Forse, da bravi biellesi, eravamo un po’ in ritardo con l’innovazione. Adesso ci stiamo dando da fare. Chi pensa che le scuole siano chiuse si sbaglia"

Il Liceo di Cossato

Il Liceo di Cossato

Quindici giorni fa il Ministero dell’Istruzione, annunciando la sospensione delle lezioni, invitava ad attivare forme di didattica a distanza; come fare? Al Liceo di Cossato, solo in alcune classi sperimentali era utilizzata in modo esteso; negli altri indirizzi era attivo soprattutto il gruppetto dei docenti con più dimestichezza con la tecnologia.

Unica soluzione possibile era rimboccarsi le maniche, imparare tecniche nuove e darsi da fare senza perdere tempo con inutili lamentele; è quello che hanno fatto gli insegnanti e gli studenti. Dopo due settimane, abbiamo voluto fare un primo punto della situazione e chiedere agli studenti come stava andando. Hanno risposto 350 di loro, la metà, di tutte le classi e tutti gli indirizzi. Il quadro è chiaro. Nei 2/3 di casi tutti o quasi i docenti sono ormai attivi. Negli altri casi la maggioranza ha iniziato comunque ad interagire con gli allievi.

Il giudizio sulle lezioni e sul materiale inviato è positivo o abbastanza positivo per il 90% degli studenti. Le poche critiche non derivano da classi in difficoltà, ma dal parere di singoli studenti sparsi. E i maggiori problemi derivano dall’eccesso di lavori assegnati perché in alcune classi i docenti sono partiti fin troppo veloci. Difficoltà emergono anche dal fatto che inizialmente ogni docente per comunicare con gli alunni ha sfruttato il canale con cui aveva più dimestichezza; avvisi su classroom, registro elettronico, posta d’istituto e anche whatsapp si sono così mischiati creando un po’ di confusione.

Qualcuno studente si è anche trovato a gestire una linea con qualche problema di connessione, o in condominio con dei fratelli e questo gli ha complicato il lavoro. Ma il bilancio è sicuramente positivo e la scuola sta per potenziare altre forme di intervento gestite inizialmente come sperimentazione individuale: aumenteranno le lezioni in videoconferenza, saranno attivati sportelli per spiegare le parti più difficili, si diffonderanno le interrogazioni online mentre si unificheranno rapidamente i canali di comunicazione.

Forse, da bravi biellesi, eravamo un po’ in ritardo con l’innovazione. Adesso ci stiamo dando da fare: non senza errori, non senza fatica, ma anche con delle soddisfazioni. Siamo docenti, studenti, personale, una scuola che fa squadra per affrontare l’emergenza, come sappiamo che stanno facendo anche tutte le altre con cui siamo in contatto. Chi pensa che le scuole siano chiuse si sbaglia.

Redazione Newsbiella Young

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