SPORT - 17 dicembre 2019, 18:14

La furia di Atripaldi: "Vogliono i giovani in campo e poi li trattano così, pretendiamo rispetto"

Show in sala stampa del Club Manager dell'Edilnol, che alza i toni in vista del derby. Ma non è solo pretattica.

Atripaldi e Galbiati in sala stampa

“Ci siamo meritati questa posizione con le nostre forze, è ora che ci sia maggiore tutela nei nostri confronti.”  Così un Marco Atripaldi d’antan - leggendarie le sue sfuriate fra radio e zona mista ai tempi della serie A1 contro gli arbitri e la Lega - ha fatto “irruzione” nella sala stampa post Biella-Capo d’Orlando.

Il Club Manager di Edilnol Pallacanestro Biella ha iniziato il suo primo intervento stagionale con i dovuti crismi per una stagione fin qui straordinaria: “Stiamo facendo qualcosa di grande ed è merito di tutti, di chi ha costruito la squadra, di chi la manda in campo, degli sponsor e di tutti gli addetti ai lavori. Quello che però è successo a Bortolani questa sera deve essere evidenziato”.
Per chi non avesse visto il match, il top scorer stagionale dei rossoblù non ha praticamente mai giocato con continuità  all’interno del match, martoriato da 3 falli in 6 minuti in avvio e dai successivi due - costati poi la panchina definitiva - fischiati in maniera quantomai discutibile. L’ultimo poi, con l’astuto Bellan a inchiodarsi sulla traiettoria di corsa - o meglio passeggiata visto il ritmo di quel frangente di match - del giovane scuola Olimpia Milano e volare a terra come steso da un gancio tysoniano. Non ce ne voglia Bortolani, ma non lo crediamo  custode di tanta potenza da provocare una reazione del genere.
Risultato: un arbitro che intima al difensore di rialzarsi tacciandolo di simulazione e l’altro, più in alto in grado, che fischia il quinto fallo al rossoblù costretto, fra l’incredulità generale, ad accomodarsi in panchina.
“Vogliono i giovani in campo e poi questo è il trattamento” Commenterà nel post partita Atripaldi.
Biella vince poi il match, convince senza la sua punta di diamante e dimostra di essere meritatamente nell’olimpo di questa stagione di A2.

Atripaldi nel suo sfogo non ne fa una questione di “lesa maestà” nei confronti della capolista o del talentino di casa. Si tratta, semmai, di una ricerca del giusto e dell’equo, o meglio dell'equità di trattamento.
Biella non è nuova ad esperienze di arbitraggi “di difficile interpretazione”, diversi per metro e gestione regolamentare fra le partite casalinghe e quelle esterne. Freschissima è la sconfitta a Scafati con gli avversari spesso e volentieri al limite ed oltre del fallo in difesa - e l'Edilnol vuole far sentire preventivamente la propria voce a sottolineare che “siamo qui per meriti nostri, vogliamo continuare a meritarci ciò che ci spetta senza interferenze altrui.”
Le dichiarazioni della vecchia - esperta - volpe Atripaldi arrivano al giro di boa. Domenica prossima, per la prima di ritorno, arriverà al Forum Torino in quella che rappresenta per i tifosi e per l’ambiente tutto la partita dell’anno con i torinesi alle calcagna, staccati di soli 2 punti.

Il clima derby per altro, ha già iniziato a contagiare ambo le parti: al Pala Asti di Torino, Domenica, è uscito uno striscione “Tutti a Biella” per chiamare a raccolta i tifosi gialloblù. Atripaldi al rumore dei nemici ha risposto sornione attizzando il fuoco ancora un po’ sopito dell’orgoglio rossoblù, già rinvigorito dai risultati stagionali, e preparando l’ambiente ad una chiamata a raccolta che dovrà ispirarsi e ricordare le lotte di A1 quando il Forum gremito incuteva timore solo uscendo dal tunnel degli spogliatoi.

Matteo Bernardini