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COSTUME E SOCIETÀ | 17 ottobre 2019, 07:50

Interesse internazionale al progetto biellese di Su Nuraghe

Chiara Meluzzi studenti

Chiara Meluzzi con studenti

I primi risultati dell’analisi linguistica condotta su 81 alunni delle scuole elementari "Carlo Boccadelli" di Verrone e “Aglietti” di Cossato sono stati presentati il 26 e 27 settembre a Münster (Renania Settentrionale-Vestfalia), nel corso del convegno internazionale “Ex.A.Pp, Experimental Approaches to Perception”, un acronimo che comprende ricerche sperimentali nel campo della percezione e della produzione linguistica.

A coordinare l’équipe di giovani linguisti che collaborato al progetto di Su Nuraghe, la dottoressa Chiara Meluzzi, docente e assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Pavia: tramite i suoi corsi di Sociolinguistica partecipano al progetto sui bambini biellesi 9 studenti universitari tra laureandi triennali e magistrali in discipline umanistiche e in linguistica. Oltre all’attività di ricerca, la dott.ssa Meluzzi si occupa anche dell’opera di disseminazione dei risultati, incaricandosi di andare ai convegni come quello di Münster (e, poche settimane prima, a Creta , 27-30 agosto) per far conoscere il progetto biellese e rendere partecipe la comunità linguistica internazionale dei risultati raggiunti nel Biellese e dei passi ancora da affrontare.

Prossimo appuntamento, mercoledì 6 dicembre, a Trento per parlare di "Variazione sociofonetica e migrazione interna in aree alpine: verso un corpus di parlato dei bambini biellesi", presentato all'interno del ciclo di lezioni "Conversazioni Linguistiche" del dottorato presso l'Università degli Studi della Provincia autonoma. “La disseminazione dei risultati è una parte fondamentale del lavoro di ricerca” - commenta la dottoressa Meluzzi - specialmente nel caso di un progetto sperimentale, come quello che sto conducendo proposto dal Circolo Culturale Sardo di Biella; fondamentale condividere e far conoscere il lavoro ad altri studiosi, per poter ricavare da loro idee, consigli, a volte anche critiche che aiutino a migliorare. Inoltre - continua la giovane docente - in questo modo si porta alla conoscenza della comunità internazionale il bel lavoro che ormai da tre anni stiamo svolgendo sul territorio biellese su beni immateriali presenti nel territorio, attraverso il tema delle migrazioni e dell’identità linguistica, grazie a condivisione e sostegno della Regione Piemonte e della Regione Autonoma della Sardegna”.

Il progetto riguarda, infatti, la raccolta dati su beni immateriali attraverso saperi e luoghi della cultura alimentare, saperi tecnici artigianali e, in generale, i saperi del lavoro connessi ad attività produttive e del commercio tradizionale, riti e consuetudini sociali che documentano e sollecitano processi di partecipazione, di inclusione e di conoscenza. Stratificate nel tempo, migrazioni antiche e moderne che caratterizzano l’attuale popolazione biellese permettono di studiare elementi linguistici delle comunità nel loro permanere, modificare, integrarsi o scomparire. Su questi orizzonti vengono intervistati sia gli adulti, testimoni di identità, i migranti veri e propri, sia i bambini delle due scuole elementari, figli o nipoti di migranti. 

“Una parte della ricerca - spiega ancora Meluzzi - riguarda proprio come viene percepita e raccontata la ‘migrazione’ da parte dei bambini, anche di 6 anni di età. Un secondo aspetto, di natura più linguistica, riguarda invece il mantenimento di caratteristiche fonetiche proprie delle lingue di origine dei genitori e, in qualche caso, dei nonni”. Un lavoro impegnativo che sta dando risultati, ricevendo commenti molto positivi dagli studiosi di tutto il mondo, interessati a vedere e osservare i futuri sviluppi di questo progetto.

Salvatorica Oppes (Su Nuraghe Biella)

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