ATTUALITÀ - 10 febbraio 2019, 07:00

"Noi, insegnanti di Mosso tartassati dalle contravvenzioni"

Lettera aperta di un docente rispetto ai parcheggi ed alle multe subite dalle forze dell'ordine

Il centro del paese di Mosso

Riceviamo e pubblichiamo:

"Un giornale scriveva “Mosso il paese delle scuole" e aggiungerei  "...e delle multe". Ah... la quiete della montagna com'è bella, con i suoi bellissimi paesini, l'armonia di questi luoghi, resi ancora vivi dalle scuole, dalla presenza di persone che si spostano dalle zone limitrofe, per giungere lì in questo luogo non solo di lavoro, ma anche di educazione, di conoscenza, di confronto e qualche volta anche di scontro: i parcheggi. Negli ultimi anni da quando la popolazione scolastica è aumentata e con essa tutta la realtà a essa correlata, la convivenza legata ai parcheggi si è incrinata, infatti vigili locali e i carabinieri hanno deciso di multare tutte le macchine, parcheggiate abusivamente. La difficoltà delle volte è latente, come ci si deve sentire, a sapere di dover andare a lavorare con l'incognita del parcheggio".

"La questione dei parcheggi a Mosso è molto sottile perché di fatto i parcheggi ci sono – se così si può dire – ma sono lontani e quelli che ci sono corti e stretti e non adatti a tutte le macchine. Per l'appunto in tanti dicono che i parcheggi ci sono, è vero. Ma dove sono? Ironicamente verrebbe da dire che sono a Valle Mosso, una bella salita o una bella discesa. Inoltre pensando alla collega che ha difficoltà a deambularsi, perché un po' in là con gli anni e vicina alla pensione, c'è da riflettere, sulla intelligenza delle cose, se è giusto no, se possono esserci altre soluzioni. È vero si fa quello che si può, con quello che si ha, ma avere i vigili che infliggono multe a gratis a gente che va a lavorare non è bello, si è tutti qui per lavorare, si trovino delle soluzioni, se ne parli, e non si adotti la regola del solo “do ut des”. Si prova forte rammarico nell'apprendere da altri colleghi questa situazione, oggi sono passiti i carabinieri e hanno detto che “non si può più parcheggiare nel curvone vicino la benzina”, la replica “ma non c'è nessun divieto (soprattutto in verticale) che lo vieti? Dove metto la macchina se non trovo parcheggio? Ah si in fondo al paese, domani parcheggerò a Valle Mosso”. Il parcheggiare tira fuori da sé lo stato meno umano, quello della barbarie, il parcheggio selvaggio".

"Ma delle volte bisogna cercare anche di contestualizzare, non si tratta solo di un parcheggio, ma di una gestione delle cose. È vero alcune macchine sono parcheggiate abusivamente, ma è anche vero che delle volte si fa quello che si può, è quello che si può fare e parlarne. Quando ci verrà chiesto di votare i nostri rappresentanti politici si dovrà tenere in considerazione la loro capacità di valutare le cose a lungo termine e  norme come la legge Tognoli".

Lettera firmata