COSTUME E SOCIETÀ - 03 ottobre 2018, 13:07

Diario di un biellese sul cammino di Santiago, l'ottava tappa FOTOGALLERY

Il viaggio di Emilio Cattaneo, 54enne di Gaglianico sul cammino portoghese da 9 tappe

Riceviamo e pubblichiamo:

"Una delle giornate più belle della mia vita è quasi terminata. Vado per ordine: sveglia e partenza tra le strade buie di campagna rischiarate un po' con la frontale che, dopo quasi due ore e con un freddo alle mani inaspettato, mi portano nel primo bar aperto con viavai di pellegrini con zaini sotto ai tavoli, bicchieroni di caffè americani o cappuccini per ristorarsi e riprendere il cammino non dopo aver firmato le pareti, le tende o le porte del locale con pennarelli appositamente forniti.

Le strade si snodano sinuosamente tra colline coltivate e paesini e, spesso, costeggiano le statali che infastidiscono la vista e l'udito. Arrivo a Padron, cittadina molto viva con un bel mercato coperto e uno splendido viale con platani e panchine in pietra e ghisa. Io ed altri pellegrini amici da qualche giorno decidiamo di camminare 3 km in più (che faranno altri 3 domani verso Santiago) ma di andare a pernottare al convento di San Francesco. Poche formalità, il timbro sulla credencial e si è in cella.

Oggi (ieri, 2 ottobre, ndr) avevo comprato vino, pasta, broccoli ecc. per cucinare e festeggiare l'ultima sera prima di lasciarci ma le regole del convento lo proibiscono. Così regalo il tutto ai due signori che gestiscono la cucina dicendomi che servirà per i pellegrini di domani. Alle 18 tour del convento e alle 20 messa in spagnolo. Un momento commovente: alla fine della messa hanno chiesto a noi pellegrini di metterci a semicerchio sull'altare per leggere una preghiera, ognuno nella propria lingua. Al termine il diacono ci ha abbracciati uno ad uno.

Lasciata la chiesa entriamo in refettorio dove un'insalata prima e un tris di lenticchie cucinate benissimo, una mela e molto vino rosso locale rompono gli indugi. Alla fine, tutti i 35 pellegrini parlavano la stessa lingua: quella della sincera fratellanza. Poi, al mio "a celebration for the chef", sono partiti gli applausi e un brindisi per i cuochi. Le grappe dei monaci a fine cena hanno reso ancora più disinibita la serata, terminata poco dopo per le ferree regole per cui ci si ritira a dormire non tardissimo".

bi.me.