Dai tempi dell’ascesa di fra Dolcino al monte Mazzaro, il Biellese é una terra privilegiata per l’eresia.
E lo é stata anche in tempi a noi molto vicini perché nelle terre dolciniane sono spuntate come funghi presenze religiose che se non si collegano direttamente alla tradizione millenarista sono però chiaro sintomo d’una irrequietezza spirituale profonda e diffusa.
Nell’estate del 1969 fra Biellese e Valsesia comparve infatti l’‘Antipapa’, al secolo padre Michel Collin nato in Mosella nel 1905. Era un semplice prete che nel 1950 avrebbe avuto a Sorrento un’apparizione con cui cui Dio in persona lo avrebbe proclamato “papa degli ultimi tempi” ponendogli in capo una corona d’oro.
Ridotto allo stato laicale dal Sant'Uffizio nel 1951, aveva fondato la millenaristica chiesa degli “Apostoli degli ultimi tempi” o dei “Frati dell'amore infinito”, che annunciava non solo l'imminente fine del mondo terreno ma la salvezza unicamente per gli “Apôtres servieurs de l'amor infinì” di Clemente, i cui emblemi erano un cuore ardente e un agnello con stendardo crociato, simboli di fede e di purezza insieme.
La nuova Chiesa sosteneva che il famoso “Terzo segreto di Fatima” avrebbe contenuto misteriose “promesse escatologiche” portando “chiari riferimenti alla missione di Clemente XV”.
Basandosi sulla forza evocativa di queste predizioni, ritenute una prefigurazione divina della missione di Collin, gli apostoli dal 1960 avevano eretto un vero e proprio “Piccolo Vaticano di Maria Corredentrice” a Cleméry in Lorena ma la loro chiesa non ebbe mai vita facile.
Negli anni caldi della contestazione operaia e studentesca avevano fatto visita anche alla Cattedrale di Biella ed a Vercelli sfilando processionalmente verso il duomo di Sant’Eusebio, tutti vestiti d’un saio, con alla vita una fascia celeste, un rosario pendente, un cappuccio bianco abiti color celeste e preceduti da tre uomini con zucchetto rosso vivo ma s’erano dovuti allontanare, cacciati dal sacrestano.
La loro improvvisa presenza in Piemonte aveva impressionato persino il poeta Montale che all‘Antipapa’ aveva dedicato alcuni versi ai suoi curiosi e bizzarri seguaci, considerati parte 'spirituale' ed antesignani della forte e diffusa ribellione giovanile del '68: “Distribuendo/ urbi et orbi/ la sua benedizione/ l'antipapa è comparso/ a Biella/ con vari dignitari e/ un cardinale./ Sarà una farsa, ma sale/ come primizia della/ meno insoddisfacente/ contestazione”.
La presenza d’una realtà religiosa così anomala aveva allarmato le nostre autorità ed il 21 gennaio 1969 il Prefetto di Vercelli De Bonis aveva scritto allarmato alla “Direzione Generale della Pubblica Sicurezza” che due giorni prima, in occasione della festa patronale di Sant’Antonio, il prete di Vintebbio, ormai passato nelle file di Clemente XV, don Gaspare Ferraro aveva improvvisamente annunciato la consacrazione della chiesa al nuovo culto mentre “giungevano, ricevuti dal parroco sul sagrato della chiesa, quattro persone indossanti abito talare bianco ed alcune giovani donne, tutti con vistose sciare azzurre e distintivo, costituito da una coccarda rossa con scritta “Magnificat”, seguiti da una sessantina di persone con uguale distintivo”.
Era il corteo che rendeva omaggio a Collin che nel corso della messa, celebrata in latino, “si qualificava per il nuovo “Vero Papa, Clemente XV, Flos Florum, fondatore della crociata dei discepoli del rosario e del Magnificat”, e spiegava loro di aver proceduto nella settimana alla consacrazione del primo tempio della “Chiesa rinnovata di Dio”. Lo stesso precisava, poi, di essere stato eletto “papa”, in occasione di una apparizione, direttamente dalla Madonna di Fatima e di aver ricevuto particolare mandato per diffondere la volontà di Dio di rivelare il “segreto di Fatima”, consistente nel suo insediamento a capo della Chiesa Cattolica Romana, invece del “sedicente Papa Paolo VI”.
L’incredibile evento ebbe grande risalto sulla stampa anche perché l’adesione di una forte e determinata personalità come quella di don Ferraro alla chiesa degli “Apostoli” di Collin favoriva l’accostarsi al culto millenaristico di un certo numero di biellesi e valsesiani.
Il sacerdote era già da tempo “noto per le sue presunte “virtù taumaturgiche”. Si dice[va] che alcune persone siano state da lui guarite di mali ritenuti incurabili” ma era stato già ripreso dalle autorità ecclesiastiche che non avevano approvato il suo progetto di far dipingere nella nuova chiesa di Vintebbio “taluni affreschi riproducenti figure di “Santi” in atteggiamento scomposto” e per di più nel 1957 avrebbe “asserito pubblicamente di avere avuto colloqui con la “Madonna di Fatima”. L’autorità ecclesiastica, venuta a conoscenza, provvide a diffidare il sacerdote dal propalare tali notizie”.
Venuto a conoscenza della scandalosa abiura, l’arcivescovo di Vercelli, monsignor Albino Mensa correva ai ripari e, accompagnato da sei vicari della Curia, si recava a Vintebbio e poi sospendeva ‘a divinis’ il povero don Ferraro.
Per reazione all’intervento ecclesiastico, i seguaci di Collin avevano diffuso un manifestino dal titolo “Paolo VI, l’ultimo anticristo secondo nostra Signora di Fatima”.
“Clemente XV” morì nell'estate del 1974, ma non ebbe un successore 'ufficiale' perchè i suoi fedeli ritennero che fosse l’unico Papa “della fine dei tempi” ma con la sua scomparsa l’ordine da lui fondato declinò, riducendosi a poche decine di persone.
Fra loro don Ferraro, irriducibile e irremovibile, diventato in breve tempo la guida del piccolo nucleo residuo di “Apostoli degli ultimi tempi” finché la sua esistenza divenne drammatica perché nell’attesa con esaltata certezza del compimento delle promesse escatologiche di Fatima e La Salette s’era ritirato in rifugi isolati sulle Alpi Svizzere.
Macerandosi nel digiuno e nella preghiera, costretto ad una vita ai limiti del delirio mistico religioso, era poi morto in sconcertanti circostanze a Trento, testimoniando fino in fondo l'attaccamento alla missione ed alle idee di Collin e rincorrendo il sogno purificatore e l’ossessione millenarista degli “Apostolici” dolciniani nel Biellese della contestazione studentesca ed operaia, negli anni della ‘strategia della tensione’ e del consumismo del miracolo economico,
Saremo grati a chi vorrà segnalarci realtà analoghe a quelle esaminate in questo articolo scrivendo a storiaribelle@gmail.
Segnaliamo che nel pomeriggio di sabato 10 marzo Roberto Gremmo terrà una conferenza a Graglia sulla cultura in lingua piemontese organizzata da “Rampar Piemont” e dalla Pro Loco.
Per approfondire gli argomenti relativi al Biellese magico segnaliamo un libro pubblicato da Storia Ribelle casella postale 292 - 13900 Biella.