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ATTUALITÀ | 04 dicembre 2017, 07:20

La nuova legge forestale, l'ottimismo di Uncem: "Strumenti importanti per i Comuni"

La nuova legge forestale, l'ottimismo di Uncem: "Strumenti importanti per i Comuni"

Delinea criteri innovativi di programmazione e pianificazione forestale, fissa i criteri minimi uniformi per le attività di gestione forestale, demandando alle singole Regioni l'onere di declinarli tenendo conto dell'estrema varietà degli ecosistemi forestali italiani, disciplina in modo nuovo la trasformazione di aree boscate in altra destinazione d'uso, mantenendo saldo il principio dell'obbligo di compensazione e individua i principi cardine per la promozione e l'esercizio delle attività selvicolturali di gestione, anche attraverso la pianificazione di piste utili ai lavori forestali. Sono alcuni dei punti riguardanti la legge forestale nazionale approvata nei giorni scorsi dal Governo. 

"La legge forestale nazionale non è solo un importante strumento legislativo che aspettavamo da tempo - spiega il presidente di Uncem Piemonte, Lido Riba - è un testo che modifica la percezione culturale e gestionale del bosco. Al ruolo protettivo e ambientale-paesaggistico si unisce il ruolo produttivo, sul quale Uncem insiste da tempo. Abbiamo in Italia 12 milioni di ettari di bosco, un terzo della superficie nazionale, che oggi non ha valore, è in abbandono, peggio del deserto africano. 12 milioni di ettari di cui 1 milione in Piemonte oggi restano lì, improduttivi, con l'Italia che importa 500mila tonnellate di legna da ardere e 700mila tonnellate di cippato e scarti in legno, oltre a eguali quantità di pellet, in crescita. La nuova legge ci dice che quel bosco deve tornare a essere usato, deve essere produttivo, creare valore, imprese, posti di lavoro. Perché deve essere gestito, con sostenibili piani di intervento, e ha oltre a questo enormi valori ecosistemici-ambientali che vanno riconosciuti e retribuiti ai territori".

"Il bosco, grazie alla nuova legge, torna ad avere un pieno valore - afferma il Presidente nazionale Uncem, Enrico Borghi - in primo luogo in materia ambientale, in attuazione di quell'ecologia integrata sancita dalla Laudato Si di Papa Francesco, e degli accordi di Parigi sul clima, dunque per la lotta ai cambiamenti climatici. Non un patrimonio solo da contemplare, bensì da gestire efficacemente, con turni di taglio regolari, per evitare desertificazione, crisi idriche, dissesto idrogeologico". Il testo della nuova legge esalta così i "servizi ecosistemici-ambientali" che 12 milioni di ettari di bosco svolgono non solo per le aree montane, ma per le intere collettività, tutti i territori, in una rinnovata sussidiarietà ambientale e territoriale che va costruita tra poli urbani e aree interne del Paese.

"Su questo stiamo lavorando a fondo - conclude Borghi - grazie alla Strategia nazionale per le Aree interne, alla Strategia per le Green Communities, a quanto disposto dal Collegato ambientale alla legge di bilancio 2015 e dalla legge sui piccoli Comuni"."Ora il lavoro prosegue - aggiunge Riba - Si tratta cioè di sistematizzare la normativa regionale avendo chiaro il quadro nazionale. Attendiamo i Decreti attuativi previsti dalla legge e speriamo si possa fare in fretta. Dare al bosco un valore vuol dire permettere alle imprese esistenti di crescere, a nuove aziende della filiera forestale di nascere e così generare posti di lavoro, pil e benessere equo e sostenibile. Vincono ambiente e sistemi economici territoriali".

l.l.

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