SPORT - 22 ottobre 2017, 14:00

Oltre il "muro" della malattia, Jack Sintini racconta a Biella la sua nuova vita

L'ex pallavolista "scende in campo" a Città Studi per incontrare i giovani e presentare la sua associazione che raccoglie fondi per la ricerca su leucemie e linfomi: "Vengo a raccontare la mia esperienza - dice a Newsbiella - e di come ho cercato di fare squadra dopo aver saputo della malattia che mi ha colpito nel 2011"

"Forza e Coraggio" sono parole che Giacomo "Jack" Sintini conosce molto bene, tanto da averle utilizzate come titolo per il libro, pubblicato nel 2014, in cui ha raccontato la sua storia. Domani sera, 23 ottobre, il pallavolista romagnolo sarà a Biella per incontrare i ragazzi e le ragazze del volley provinciale e presentare la sua associazione che porta il suo nome, nata con l'obiettivo di raccogliere fondi per la ricerca su leucemie e linfomi e per l’assistenza in campo onco-ematologico.

I trionfi sul campo, con le maglie di Treviso, Perugia e Macerata e l'oro europeo con la Nazionale del 2005, sono passati in secondo piano quando, nel 2011, gli è stato diagnosticato un tumore al sistema linfatico, che lo ha costretto a smettere di giocare. Un duro colpo per Sintini che non si è abbattuto tanto da sconfiggere la malattia e tornare in campo dodici mesi dopo conquistando lo scudetto con il Trentino Volley e il titolo di Miglior giocatore di gara 5. 

"A Biella vengo a raccontare la mia esperienza, cosa mi è successo e cosa ho imparato - spiega Sintini a Newsbiella - di come ho scoperto il mio talento da piccolo e di come mi sono dedicato a raggiungere un alto livello. Ovviamente racconterò della caduta e della malattia, di come l’ho scoperta e di come ho cercato di fare squadra anche con medici e infermieri, i miei nuovi “compagni” di gioco e di battaglia. Cercherò di raccontare di come sono rimasto attaccato alla vita e della fortuna che ho avuto di tornare a stare bene, tanto da giocare una finale scudetto grazie alla fiducia di Trento. L'associazione che ho creato e il lavoro che svolgo oggi sono opportunità nate da quella brutta esperienza. Questa è la dimostrazione che possiamo riuscire a superare problematiche serie facendo gioco di squadra con la famiglia, gli amici, i compagni. E non c'è nulla di cui vergognarsi a chiedere aiuto".  

Oggi Jack Sintini lavora per Randstad, dove si occupa di consulenza aziendale e di percorsi di formazione motivazionale per i manager: "Ho capito che nel nostro Paese c'è una grande capacità di strategia" e gira le scuole dove incontra gli studenti: "A loro dico spesso che il campione non è solo chi alza le coppe, in mezzo c'è tanta fatica. Vorrei cercare di far capire che senza sforzo e impegno non si va da nessuna parte".

Tante le curiosità chieste al campione: "I ragazzi mi scrivono cose toccanti, sentite. Anche i bambini delle elementari mi fanno domande spiazzanti. Noi crediamo che i giovani capiscano molto meno rispetto al passato perchè li vediamo distratti o presi dalle nuove forme di comunicazione. In realtà è soltanto un nuovo modo di interagire che facciamo fatica a capire. Hanno molta ambizione e credo sia sbagliato dire che sono viziati. Ci sono difetti, come per tutti, ma la realtà è ben diversa da ciò che si legge".

La pallavolo è il suo secondo amore, dopo la famiglia: "Mi hanno sostenuto, averli avuti vicini nei momenti di difficoltà è stata una grande fortuna. Grazie al volley mi sono formato, ho conosciuto tante persone, ho imparato a gestire la pressione e a raggiungere gli obiettivi". 

La pallavolo attraversa un momento difficile, complice la crisi economica: "Abbiate pazienza - conclude Sintini - non rischiate di fare passi più lunghi della gamba. La programmazione è importante, serve coinvolgere sponsor locali e, soprattutto, i giovani".

Durante la serata, in programma dalle 20.30 all'Auditorium di Corso Pella a Città Studi, saranno raccolti fondi che verranno destinati alle attività dell’associazione Jack Sintini e sarà presentata l'edizione 2018 del torneo giovanile Bear Wool Volley, in programma a gennaio in città.

 

l.l.