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CULTURA E SPETTACOLI | 14 ottobre 2017, 08:40

Biella: "Porto il velo, adoro i Queen" proiettato a Palazzo Ferrero FOTOGALLERY

Foto di Gilberto Caon

Foto di Gilberto Caon

È iniziato con le letture delle attrici di "Arcipelago Patatrac" e l'introduzione di Riccardo Leonesi ( in rappresentanza del CBAU), il secondo appuntamento con il cineforum di Palazzo Ferrero a Biella Piazzo in programma giovedì 12 ottobre. Proiettato per l’occasione il film documentario " Porto il velo Adoro i Queen " con la presenza dal vivo della regista cossatese Luisa Porrino, che ha effettuato la presentazione. La storia di tre donne italiane musulmane, nate e cresciute in Italia e parte della cosiddetta "seconda generazione" di figli di immigrati.

“L’idea di questo film nasce da una semplice curiosità che avevo in mente da diverso tempo – spiega a Newsbiella la regista Porrino - volevo, infatti, scrivere di una donna italiana musulmana ricercando fonti diverse e approfondendo temi, spunti e contenuti diversi tra loro. È stato un viaggio emozionante e indimenticabile: ho avuto l’opportunità di conoscere altre persone che hanno saputo arricchire la mia esperienza”.

Sumaya Abdel Qader (blogger, prima musulmana eletta Consigliere al Comune di Milano), Takoua Ben Mohamed (romana, autrice di fumetti e graphic novel) e Batul Hanife (medico psichiatra di Trento), affrontano da anni temi che infiammano il dibattito sulle relazioni tra il mondo musulmano e quello occidentale.
“Mi ha profondamente segnato- prosegue la regista - il discorso riguardante le Primavere Arabe trattate nell’ultima parte del documentario cinematografico: eventi storici di fondamentale importanza avvenuti  in Tunisia, Siria e Giordania (sul confine con la Palestina), paesi d’origine delle donne intervistate nella pellicola. Stati in guerra e che stanno vivendo momenti di estrema difficoltà: ho approfondito e studiato molti temi per sviluppare un’opera completa. In quel momento ho capito come il mondo si possa osservare da tanti punti di vista. Conoscere il punto di  vista dell’altro è un elemento di crescita importante”.

Un vivace e costruttivo dibattito, seguito alla proiezione, con numerose domande da parte del pubblico e con l'approfondimento dei temi del film. Tutto questo grazie alla presenza della regista Luisa Porrino, di un pubblico interessato all'argomento, ma soprattutto di un bel gruppo di giovani donne con il velo, grazie alle quali si sono potuti chiarire tanti punti che all’apparenza potrebbero sembrare oscuri se non approfonditi con competenza.
“Nel corso di questi anni – prosegue Porrino -  hanno avuto luogo 40 proiezioni in 30 città d’Italia: molto spesso ci sono stati dibattiti con teste diverse pronte a mettersi in gioco e discutere tra loro. Un terreno fertile per capire e ascoltare vicende diverse. Molto spesso si esce arricchiti da simili esperienze. Sono contento di avere avuto questa opportunità”.

g. c.

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