Quante volte, durante il corso delle nostre giornate o dei mesi, abbiamo più volte sentito affermazioni sprezzanti secondo le quali nel Biellese non c’è nulla di interessante da visitare, denigrando ciò che di bello può offrire il nostro territorio. Tralasciando i luoghi più caratteristici delle nostre zone, come ad esempio il Santuario di Oropa, il Ricetto di Candelo, il centro storico di Biella, il Lago di Viverone, si è voluto dar vita ad un viaggio di (ri)scoperta dei luoghi più misteriosi e meno noti del panorama biellese: luoghi di incredibile beltà e fascino, dove chiunque può davvero riscoprire sé stesso, grazie soprattutto alla seduzione e all’incanto di questi luoghi completamente immersi nel verde e nella spiritualità.
Biella, infatti, è ormai alle spalle, la bellezza è innanzi a noi e, dopo aver oltrepassato velocemente il Ricetto di Candelo, uno dei borghi medievali più caratteristici del nostro territorio, raggiungiamo la Baraggia, un’area di territorio rimasta incolta, divenuta una vera e propria riserva naturale. Una terra, contrassegnata da pianure e colline, varcata da uomini e donne in sella ai propri cavalli e particolarmente amata dai bikers e dagli amanti del trekking. In ogni momento dell’anno non perde mai il suo inconfondibile e profondo fascino: in ogni stagione, infatti, suscita emozioni incredibili, anche in queste giornate velate da una nebbia leggera che quasi nasconde i confini degli alberi, così come in quelle fredde giornate di fine inverno quando il cielo è di un azzurro talmente acceso da sembrare lo sfondo colorato di un paesaggio artistico.
Inoltre, il profilo delle montagne, imbiancate per le recenti nevicate, si scaglia netto in lontananza, rendendo spettacolari questa zona, caratterizzata da una lunga balconata cadente a strapiombo sul torrente Cervo, dove il silenzio della natura regna sovrana, interrotto solo a tratti da qualche fruscio.
Lì accanto sorge Mottalciata, popolato, in origine, da insediamenti celtici e romani, contrassegnato da meravigliosi edifici civili e religiosi. Numerose, infatti, sono le chiese presenti come la chiesa parrocchiale della Beata Vergine del Carmine e le chiese di più antica costruzione come San Rocco, San Vincenzo e San Silvestro, senza dimenticare il Castello cittadino, che domina l’intera cittadina dalla sommità di una rupe. Allontanandoci si giunge a Roppolo, paese confinante con Viverone, perfetto sotto ogni aspetto , da quello storico- artistico a quello naturalistico: nella zona, infatti, esistono diversi sentieri attrezzati, perfetti per chi ama lo sport e le lunghe passeggiate a contatto con l’ambiente circostante. E poi il Castello, che da oltre un millennio di storia domina il territorio circostante, non ha bisogno di grandi presentazioni: maestoso nella sua sommità e ammaliante al suo interno, con pareti affrescate e pavimenti in ceramica veneziana. La vista, poi, toglie letteralmente il fiato, da cui si può scorgere parte del Canavese e il Lago di Viverone. Oltrepassando Piverone e Bollengo, si giunge successivamente a Zubiena, splendido paese sulla Serra Morenica al fondo della Valla D'Aosta, tra Torino e Biella, situato accanto alla riserva naturale della Bessa, imponente miniera aurifera a cielo aperto.
Nel nostro viaggio alla riscoperta dei tesori paesaggistici e naturalistici del nostro territorio non potevamo far tappa a Pettinengo, 'Petnengh' per i più nostalgici, denominato dai più "il balcone del biellese" per la sue vedute armoniose, tali da lasciar senza fiato. Luoghi incantevoli, valorizzati ancor di più dalla presenza di Villa Piazzo, il cui parco ospita da molti anni alberi di grande pregio e mirabili spazi verdi, ove incamminarsi nei pomeriggi d’estate.
Dopo Pettinengo, è giunto il tempo di osservare le terre maestose dell'Alta Valle Cervo e, dopo aver superato le varie comunità montane di Andorno, Sagliano e Campiglia, si giunge a Rosazza, una delle località più misteriose e suggestive della zona. Un luogo immerso in una spiritualità senza tempo, contrassegnato da un maestoso sepolcreto di indubitata bellezza, che compare sulla strada principale non appena varchiamo i confini del paese: è necessario percorrere, infatti, un ponte a tre arcate costruito per superare il Torrente Cervo. All'ingresso c'é un portale particolarissimo con due colonne in granito. Il camposanto è su quattro livelli collegati da una scala e sul terzo piano c'è una piccola cappella utilizzata per le funzioni religiose, caratterizzato da una struttura neoclassica.
Percorrendo la strada si intravede una particolare chiesa parrocchiale, con forti richiami a quelle francesi, e il Castello del Senatore del Regno d’Italia Federico Rosazza, dove la torre guelfa prevale sull'intero edificio. Profondi gli echi artistici utilizzati per la realizzazione, come gli antichi templi di Paestum e, nel caso dell’arcata di accesso, le antiche ville di Volterra, senza dimenticare la simbologia esoterica. Questo comune é anche ricco di sentieri e zone verdi, curate e particolarmente apprezzate dagli appassionati.
Infine, il nostro itinerario si conclude con Piedicavallo, l'ultimo paese della Valle Cervo. In lontananza, 'Pedcaval' è circondato dalla natura e dalle bianche montagne biellesi, ove immediatamente spiccano il campanile della chiesa e un bellissimo cielo tali da rendere ogni fotografia e ogni momento unico e degno di essere vissuto.
Percorrendo via Roma, si possono notare le tipiche abitazioni di montagna e l'utilizzo della semplice pietra. Si arriva così alla parrocchia del paese, raggiungibile con una piccola scalinata.
Sotto ad essa ci sono due arcate, all'interno delle quali sorge eretta una piccola statua della Beata Vergine. Anche da qui partono vari sentieri che attraversano la zona con dettagli caratteristici come fontane e antichi lavatoi, che ricordano un’epoca e uno stile di vita superato, oramai, dalle inevitabili sabbie del tempo. Con l’immagine negli occhi di questi luoghi, si conclude qui il nostro tour biellese ricco di luoghi particolari e spettacolari. Non c’è nulla di più bello che spendere un po’ di tempo per scovare queste meraviglie, immergendosi e abbandonandosi completamente alla sua profonda piacevolezza.
La provincia di Biella non è assolutamente vuota e noiosa come può sembrare a primo impatto e il Biellese è una continua scoperta e ricerca (anche di sé stessi).