Continua la moria di animali, avvelenati pare da un potente topicida, il Dicumarolo, a Campiglia. Una decina di giorni fa è toccato a un maiale maschio, su cui ora sono in corso accertamenti per stabilire se anche nel suo caso è stato somministrato un anticoagulante. E’ dal 2013 che Luca Pozzato, titolare dell’agriturismo “La Rondanella”, combatte per tenere in vita i suoi animali e da allora ne sono deceduti oltre sessanta, nell’indifferenza generale della Valle Cervo. Asini, capre, pecore, lama, persino il gatto di casa sono stati falciati mese dopo mese.
Secondo gli accertamenti fatti fare dal proprietario all’Istituto zooprofilattico di Torino, tutti mostravano, seppure appartenenti a specie diverse, la stessa sintomatologia, ovvero: pallore delle mucose (anemia) e progressivo deperimento. Un’intossicazione, quella da Dicumarolo e metalli pensati, subdola, in quanto protrattasi nel tempo. Il caso di Luca Pozzato non sarebbe l’unico in Valle Cervo. Nel passato si sono registrate morie di animali, cavalli, a Rosazza, e di altri ungulati, oltre che di cani e gatti. Inoltre, un apicoltore si è ritrovato tutte le arnie, lasciate sempre tra Rosazza e Piedicavallo, rovesciate a terra.