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CRONACA | 09 settembre 2016, 12:27

Concluso il processo per la Consolata: condanne per 49 anni di carcere

Si è concluso con condanne per un totale di 49 anni di carcere il primo dei processi relativi ai maltrattamenti verso i disabili psichici ospiti della Consolata di Borgo d'Ale

Concluso il processo per la Consolata: condanne per 49 anni di carcere

Davanti al gip Giovanni Campese erano comparsi 18 tra operatori assistenziali, infermieri ed educatori in servizio nella struttura assistenziale vercellese che avevano chiesto di patteggiare o di essere giudicati con rito abbreviato le accuse di maltrattamento verso i pazienti e di sequestro di persona. Gli altri imputati nel processo, tra cui il responsabile della struttura, verranno invece processati con rito ordinario.Dopo due ore di camera di consiglio, il gip ha condannato i sette imputati col rito abbreviato a una pena compresa tra i 4 anni e 8 mesi, e 1 anno e 6 mesi di reclusione.Pene comprese tra 4 anni e un anno e sei mesi di carcere, invece, per gli undici patteggiamenti.

Per tre patteggiamenti e due abbreviati il giudice ha disposto la sospensione della pena.Condanne in linea con quanto era stato chiesto dalla Procura, dunque: Maddalena Concu ha avuto 4 anni e 8 mesi, Mariella Agnello 4 anni, Wlodzimier Wieslaw Winkler 4 anni e 6 mesi, Barbara Gasparini 1 anno e 6 mesi (pena sospesa), Simona Blegu 2 anni 8 mesi, Giovannino Dongu 2 anni (pena sospesa), Marta Barbieri a 3 anni.  Per i patteggiamenti: Annik Sigard 4 anni di pena, Mario Solinas e Carmela Catalano 2 anni e 10 mesi; Valbona Bacova 2 anni e 8 mesi, Silvia Modica 3 anni, Sara Zorzetto e Franca Ricco 2 anni e 6 mesi, Susanna Maffeo 1 anno e 10 mesi (pena sospesa), Karina Gibaja Ormachea 1 anno e 6 mesi (pena sospesa), Patrizia Brunero 1 anno, 6 mesi e 20 giorni, Angelo Cillo 1 anno e 6 mesi (pena sospesa). 

Alla Sereni Orizzonti, società che gestisce La Consolata e per le quali gli imputati lavoravano non è stato riconosciuto alcun risarcimento danni richiesto in sede di costituzione di parte civile. Ai parenti delle vittime e alle altre parti civili che si sono costituite il giudice ha riconosciuto risarcimenti compresi tra i 5.000 e i 10.000 euro.

Dal nostro corrispondente di Vercelli

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