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ATTUALITÀ | 02 agosto 2016, 15:54

Mistero: Rosazza, la città disegnata dagli spiriti - 1a parte

Mistero: Rosazza, la città disegnata dagli spiriti - 1a parte

La nascita di una nuova Rosazza

Non ci si può recare a Rosazza come semplici turisti, perché si viene catapultati all’interno di un luogo surreale, carico di simbologie massoniche ed esoteriche.

Federico Rosazza Pistolet nacque a Rosazza il 4 marzo 1813 e trascorse l’infanzia in seminario, che però abbandonò per indirizzare i propri studi in giurisprudenza. Ebbe due avvenimenti negativi di cui non si è dato mai del tutto pace, la morte prematura della moglie e ancor più sofferto, della sua unica figlia, che lo avvicinarono verso l’interesse al mondo dell’occulto, sempre sostenuto dall’inseparabile amico Giuseppe Maffei, con il quale attuò ogni progetto. Diresse tutte le proprie energie e risorse economiche verso una rivoluzione urbanistica della propria città natale, con opere pubbliche a favore dei propri concittadini, fino ad ottenere l’insperata carica di Comune, che portò allo sviluppo economico dell’intera comunità.

C’è da considerare il fatto che Federico azzardò non poco, demolì la vecchia chiesa, spostò un cimitero e ne costruì una nuova discostandosi dai canoni cristiani, allontanandosi da un facile consenso della curia.

Architettura e occultismo

Secondo quanto descritto dal libro “Il Segreto della Rosa” (Angelo Stefano Bessone e Sergio Trivero), Federico Rosazza e Giuseppe Maffei erano uniti da un legame che andava oltre la semplice amicizia, un sodalizio spirituale, un interesse comune per l’occultismo. Entrambi partecipavano a sedute spiritiche per evocare le anime dell’aldilà ed essere così guidati per compiere le proprie azioni sulla terra. Il Maffei era fermamente convinto che le nostre scelte e i nostri movimenti fossero guidati da entità superiori, per questo invocava spiriti di un certo livello, del calibro di Dante, Giulio Cesare. 

Un percorso iniziatico attorno alla chiesa

Nel portico della chiesa ci sono le statue di marmo di Federico Rosazza, Giuseppe Maffei, Battista Rosazza Bertina e la “donna portatrice”, una donna che trasporta sulle spalle la pietra della fondazione della chiesa. Davanti alla casa parrocchiale, ai lati della porta, sono stati rappresentati Bernardo Zanetto (impresario) e Antonio Gilardi Magnan (assistente ai lavori).Costeggiando la chiesa sulla destra, ci si immette in un vicolo che, come un tunnel a cielo aperto delimitato dalla chiesa sulla sinistra e da un alto muro sulla destra, ci fa abbandonare alle nostre spalle due importanti simbologie posizionate rispettivamente su due porte, una stella a 5 punte e una svastica.

Questa figura, stravolta dai nazisti, nasce come simbolo propiziatorio di buon augurio per le culture indiane, gianitiche, buddiste e induiste e comunque sa interrogare molto sul muro di una chiesa. Proseguendo si costeggia il perimetro della chiesa, attorno alla cripta sotterranea e tornando verso la piazza principale si percorre un delizioso portico. A metà strada è appoggiato su una panca un bassorilievo di una clessidra, emblema del trascorrere del tempo. Sembra quasi che suggerisca a sedersi e ascoltarne il suo trascorrere, che nel silenzio assoluto, viene percepito dal battito del nostro cuore. Un monito a ricordare che “abbiamo i minuti contati” e ogni secondo è unico perché in quello successivo la terra è già completamente mutata.

Nella piazza principale, di fronte alla chiesa parrocchiale, come un orto magico, spuntano ad ogni angolo frutti esoterici di ogni tipologia e dimensione, rose ed edera che si contorce nell’aria. Essa, presente anche nel cimitero, è simbolo di fedeltà e amicizia perchè sa avvolgere qualsiasi oggetto in un abbraccio caldo e soprattutto eterno, essendo oltremodo molto difficile da tagliare. Delizioso è coglierli e assaporare ciò che sanno offrire, sbocciano in ogni angolo come a definire un giardino segreto.

Nel pavimento del sagrato vengono sovente creati disegni con ciottoli bianchi e neri, ricorrenti nei templi massonici e impiegati dai templari, a raffigurazione della dualità di bene e male, di luce ed ombra.

Di fronte alla casa parrocchiale, incastonata nell’acciottolato della piazza vi è una scala a pioli bianca. Esistono diverse immagini di rituali di iniziazione massonica in cui viene percorsa una scala posizionata a terra. Nel sogno di Giuseppe, uno dei tratti più importanti dell’Antico Testamento, protagonista è la scala percorsa da angeli che salgono e scendono, uomini che ascendono in cielo ed esseri soprannaturali che popolano la terra; essa è di profonda valenza per la Massoneria in quanto mediazione tra il mondo dell’umano e del divino.

 

luoghimisteriosi.it - Isabella Dalla Vecchia

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